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Adeguare gli stipendi dei lavoratori della Scuola italiana a quelli degli altri paesi comunitari, sicuramente resterà un miraggio: ma per il prossimo triennio, docenti, amministrativi, tecnici ed ausiliari, cioè tutti i lavoratori della scuola, dovrebbero avere qualcosa in più di stipendio. È quanto trapela dalle indiscrezioni che accompagnano l’ennesimo rinnovo del contratto dopo quello andato in porto l’anno scorso e valevole per il triennio 2016-2018. Il contratto attuale scade il 31 dicembre 2018 ed il governo ha stanziato fondi per il nuovo contratto nella legge di Bilancio.

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Le cifre messe sul piatto dall’esecutivo sono pari ad 1,1 miliardi di euro per il 2019, 1,425 miliardi per il 2020 ed 1,775 miliardi per il 2021. Cifre elevate sicuramente, ma che non riguardano solo il comparto scuola, bensì anche gli altri comparti della Pubblica Amministrazione, da quello delle forze armate e di polizia alla sanità per finire con i ministeriali e quello delle funzioni centrali. Cifre che come dicevamo all’inizio, non produrranno aumenti rilevanti, attestandosi su poche decine di euro al mese in più. Quanto percepiranno in più i lavoratori della scuola? In base alle cifre stanziate, gli aumenti saranno a salire nel triennio.

Ecco le ultime indiscrezioni su quella che si annuncia come un’altra difficile trattativa tra governo e parti sociali.

Aumenti nel triennio

In base allo stipendio medio percepito dai docenti e dal personale Ata, la base di partenza della piattaforma di rinnovo, prevede aumenti lordi mensili di 45 euro nel 2019. Un aumento di circa l’1,3% di stipendio rispetto a quello percepito oggi dopo l’ultimo aggiornamento delle retribuzioni scaturito dal rinnovo successivo alla sentenza di incostituzionalità che la Consulta emise sul blocco della perequazione imposto dalla legge Fornero. Essendo le cifre messe a bilancio dal governo nella manovra finanziaria a salire per il triennio oggetto del nuovo contratto, anche gli aumenti saliranno nel 2020 e nel 2021, con cifre mensili e lorde rispettivamente di 58 e 72 euro.

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I dettagli e le altre novità

Nell’aumento di cui si parla, rientra anche il cosiddetto elemento perequativo, somma aggiuntiva di aumento prevista dall’attuale contratto e che ha consentito ai lavoratori della scuola, molti dei quali rappresentano la fascia retributiva più bassa di tutto il personale della PA, di percepire l’aumento previsto di 85 euro a dipendente. Dovrebbe rientrare in queste cifre anche la vacanza contrattuale, cioè l’indennità corrisposta ai lavoratori durante il periodo di vuoto contrattuale, tra un rinnovo e l’altro.

I sindacati sono già in allerta per questo nuovo tavolo di trattativa. Secondo fonti vicine al sindacato del comparto scuola “Gilda”, l’esecutivo dovrebbe rimpinguare le dotazioni finanziarie messe nella legge di Stabilità, perché in base agli attuali stanziamenti, le cifre di aumento nette sarebbero irrisorie. Ne servirebbero, secondo le parti sociali, almeno quattro volte quelle stanziate. Una presa di posizione che preannuncia il no alla firma sul rinnovo da parte del sindacato. Questo quando ancora le trattative devono avviarsi e pertanto, si annunciano battaglie al tavolo che si terrà presso l’Aran.

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