Ultime notizie sulle Pensioni, ad oggi sabato 15 dicembre, che non possono che riguardare, ovviamente, la trattativa Italia-Ue sulla manovra finanziaria, una trattativa che sembrerebbe giunta oramai quasi al traguardo. Bisognerà solo prestare attenzione alle ultime curve, che si preannunciano, però, al quanto insidiose. Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa alla fine del Consiglio europeo, ha ribadito che i saldi della manovra non cambieranno: resteranno, pertanto, quelli illustrati due giorni fa al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Impossibile andare sotto il 2 per cento. I lavori, quindi, proseguiranno con l'obiettivo di arrivare al 2,04%, la soglia presentata all'Europa.

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Riforma pensioni, tecnici governo ancora al lavoro sulla flessibilità

Il premier Conte ha spiegato anche i motivi per i quali è impossibile scendere sotto il 2 per cento. Se si dovesse operare in tal senso, significherebbe dover tirare a sorte tra una platea di beneficiari delle due misure portanti della manovra finanziaria, vale a dire riforma pensioni con Quota 100 e reddito di cittadinanza. 'Non lo faremo mai', ha sottolineato Conte, aggiungendo che le 'polemiche non hanno ragion d'essere', in quanto le 'riforme sono quelle che abbiamo pensato'.

Come riportato dall'edizione odierna del quotidiano economico 'Il Sole 24 Ore', nessun cambiamento all'orizzonte, quindi, né per quanto riguarda la platea, né sul numero di interventi.

I timori sull'effetto Quota 100, in ogni caso, restano, soprattutto se la platea dei beneficiari dovesse oltrepassare la soglia dei 300mila lavoratori. Come vi abbiamo già anticipato nella giornata di ieri, il governo starebbe pensando ad una clausola di garanzia, da sottoporre all'Unione europea: il governo è convinto che i richiedenti Quota 100 non oltrepasseranno la suddetta soglia ma qualora dovesse succedere, l'esecutivo interverrà prontamente.

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Quota 100, clausola di salvaguardia e 'allungamento finestre'

A tal proposito, il quotidiano 'Il Corriere della Sera' ha definito la clausola di salvaguardia come una 'tagliola' pronta a scattare nel caso in cui il numero di richiedenti Quota 100 dovesse 'sforare'. Per spiegare come potrebbe agire questa 'tagliola' sui possibili 'quotisti', consideriamo che i lavoratori che a gennaio possederanno i requisiti dei 62 anni di età anagrafica e dei 38 anni di versamenti contributivi, potranno inoltrare la domanda per la pensione, con l'assegno pensionistico che scatterebbe dal mese di aprile: qualora, però, il numero di domande dovesse essere molto alto, interverrebbe la 'tagliola', vale a dire un allungamento della finestra da 3 a 6 mesi.

Ricordiamo, comunque, che per i dipendenti pubblici (stimati in un numero di circa 120mila lavoratori) varrà il preavviso dei 3 mesi: i primi assegni, pertanto, non arriveranno prima del mese di luglio.