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Arrivano nuovi aggiornamenti in merito al capitolo della riforma previdenziale ed in particolare alle nuove modifiche previste nell'ultima versione della legge di bilancio 2019. Dalla maggioranza si esprime soddisfazione in merito al risultato raggiunto, ribadendo che nel prossimo anno si avvierà il superamento della legge Fornero. Ma nuove critiche giungono non solo dall'opposizione, visto che anche il presidente dell'Inps esprime perplessità sugli interventi in corso di approvazione. Infine, dai Comitati dei lavoratori esodati si chiede al Governo di intervenire per avviare la nona salvaguardia dei lavoratori.

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Salvini sulla manovra: 'Molto contento, non ho ceduto'

In merito all'accordo raggiunto sulla legge di bilancio 2019 tra Roma e Bruxelles si è registrato un nuovo commento da parte del ministro dell'Interno Matteo Salvini (Lega), il quale ha spiegato di essere "molto contento" perché dopo "giorni e notti di lavoro finalmente si parte con la Manovra vera, con la vita vera, con Pensioni, lavoro, riduzione fiscale e burocratica, e quindi finalmente il buonsenso ha prevalso anche da parte europea e gli italiani potranno toccare con mano la prima manovra diversa degli ultimi anni".

Esprimendo il proprio giudizio generale sulle ultime vicende, ha quindi spiegato di non ritenere di aver perso il confronto, perché all'interno della legge di bilancio "ci sono più di 20 miliardi nel triennio per smontare la legge Fornero. E grazie a questa manovra 500mila italiani potranno scegliere di andare in pensione prima".

La critica in arrivo dal presidente Inps Tito Boeri

La manovra non è ancora stata approvata, ma le ultime indiscrezioni riguardanti le modifiche proposte dall'Italia e accettate da Bruxelles stanno facendo discutere soprattutto per quanto concerne la riforma del settore previdenziale.

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Ad esprimere perplessità è stato in particolare il presidente dell'Inps Tito Boeri, che già negli scorsi giorni aveva criticato fortemente le modalità con cui è stato portato avanti il taglio agli assegni d'oro. Su questi ultimi infatti, "ci è stato chiesto di studiare interventi che ci avrebbero portato a raccogliere un certo volume di risorse piuttosto che fare la procedura inversa". Oggi invece emerge una forte critica sul blocco delle assunzioni, definito dall'economista come "un fatto gravissimo" perché produrrà un rinvio delle assunzioni dei giovani per i quali è in corso un concorso, mentre circa 4mila dipendenti dell'Istituto potrebbero vedersi dei requisiti di accesso differenti alla quiescenza.

In merito agli altri provvedimenti di settore, Boeri ha infine spiegato di "non avere dettagli sulle pensioni né sul reddito di cittadinanza, sulla salvaguardia per quanto riguarda le finestre (con riferimento alla quota 100), né sulla struttura che dovrà gestire il reddito".

Mulè (FI): manovra rivista perché conti non corretti

Dall'opposizione prosegue invece il pressing sul Governo e sull'impostazione della legge di bilancio 2019, oltre che in merito ai provvedimenti chiave come la quota 100 e gli assegni di welfare.

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"Il 27 settembre Di Maio si era affacciato dal balcone di Palazzo Chigi per annunciare l'abolizione della povertà mentre nei giorni successivi hanno dichiarato a gran voce che - se togliamo lo 0,1% al 2,4 di deficit equivale a dire ai cittadini che non facciamo il reddito di cittadinanza, non facciamo le pensioni, non risarciamo i truffati dalle banche -. Ora passano 3 mesi e rivedono interamente la manovra perché i conti non erano corretti, di quanto? Di 2 miliardi. È vergognoso". Ad affermarlo è l'on. Giorgio Mulè, portavoce dei Parlamentari di Forza Italia.

I Comitati degli Esodati chiedono una soluzione definitiva

Da Claudio Ardizio ci giungono gli ultimi aggiornamenti riguardo la situazione dei lavoratori esodati e le rivendicazioni per l'avvio della salvaguardia di coloro che attendono ancora l'ingresso nell'Inps. Dopo l'ultimo presidio risalente al 17 dicembre 2018 Ardizio ha inviato una mail ai rappresentanti del ministero del Lavoro e del Governo per chiedere l'avvio di una tutela e di una soluzione definitiva per gli esodati. "Abbiamo chiesto la nona salvaguardia, il 17 dicembre ci sono state e abbiamo fatto proposte per soluzioni alternative". Tra queste si citano una quota esodati 93, un'opzione donne esodate, un'ape sociale esodati ed un'uscita per gli esodati a 40 anni di contributi. Inoltre, "la soluzione, sia come nona salvaguardia, sia come APE sociale o quota 93 o 40 di contributi, necessita del blocco dell'aspettativa di vita e del requisito anagrafico (altrimenti per alcune/i non modifica nulla e andrebbero comunque a 67 anni) [...] Attendiamo delle risposte dal ministero e abbiamo chiesto di comunicare pubblicamente che il governo sta realmente cercando una soluzione ad hoc per gli Esodati con un comunicato del MdL o con dichiarazioni del ministro Di Maio, per tranquillizzare tutti gli esclusi", ha quindi concluso il Coordinatore dei Comitati degli esodati.