Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 19 dicembre 2018 vedono l'intervento diretto del Premier Conte nella discussione con i Commissari UE sulla legge di bilancio 2019 e sulle principali misure di riforma, ovvero la quota 100 ed il reddito di cittadinanza. Ma la quadra sul rapporto tra deficit e pil al 2,04% sarebbe stata trovata anche agendo sulle dismissioni, sulle tax expenditures e su di una nuova web tax. Nel frattempo anche dal Ministero del Lavoro si esprime ottimismo sull'andamento delle trattative, mentre dai sindacati si chiede di non tornare a fare cassa sulle rivalutazioni dei pensionati.

La mossa del Premier su pensioni flessibili e reddito di cittadinanza

In merito alla riforma del welfare e della previdenza avanzata nella legge di bilancio 2019 avrebbe avuto un ruolo fondamentale il Premier Giuseppe Conte. È quanto emerge dalle indiscrezioni di stampa circa le ultime fasi della trattativa tra Roma e Bruxelles sul rapporto deficit / pil al 2,04%. In particolare, il capo del Governo avrebbe insistito sulla necessità di non toccare le nuove pensioni anticipate tramite la quota 100 ed il reddito di cittadinanza, respingendo le richieste di ulteriori tagli da applicare alle misure.

L'ultima bozza rimodulata dall'Italia prevede già più di 4 miliardi di riduzioni nelle coperture, pertanto un ulteriore intervento non sarebbe stato considerato sostenibile a livello politico dall'esecutivo bicolore. In questo senso, Conte avrebbe comunque ribadito il sostegno alle misure pur spiegando che la Manovra 2019 garantirà un deficit più basso rispetto a quello indicato nella prima bozza.

L'ultima offerta italiana a Bruxelles: tempi più lunghi per previdenza e welfare

Nel frattempo emergono anche nuovi dettagli in merito alle trattative che hanno avvicinato nelle scorse ore il fronte italiano a quello europeo.

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Pensioni

Si parte da un po' di slittamento nella partenza del reddito di cittadinanza e della quota 100, per proseguire con la rimodulazione delle cosiddette tax expenditures (le agevolazioni fiscali), mentre ulteriori risorse dovrebbero arrivare dalle dismissioni immobiliari e da una nuova tassa sulle transazioni elettroniche. Queste opzioni dovrebbero consentire di portare il rapporto tra deficit e pil al 2,04% dichiarato nell'ultima bozza, pur con un Pil ritoccato al ribasso dall'1,5% iniziale all'1%.

Di Maio fiducioso sull'accordo con l'UE

Anche dal Vice Premier Luigi Di Maio arrivano dichiarazioni di fiducia in merito alla trattativa in corso con la Commissione europea.

"Io sono molto fiducioso sulla manovra di bilancio, la porteremo a casa con i provvedimenti che ci abbiamo messo dentro e senza procedura di infrazione", ha spiegato durante il proprio intervento in piazza Montecitorio dopo il via libera al Ddl Anticorruzione. Secondo l'esponente pentastellato, le dichiarazioni delle ultime ore in arrivo dalle diverse controparti vanno comunque nella direzione di un accordo. Mentre rispetto a chi gli ha domandato se sul tavolo in essere con Bruxelles fosse confermata la nuova riforma del sistema previdenziale, il Ministro del Lavoro ha risposto "tutta la vita", sottolineando la presenza di "quota 100, reddito di cittadinanza, pensioni minime a 780, pensioni di invalidità a 780 euro, partite Iva al 15% di tassazione unica fino a 65mila euro, gli aiuti alle imprese, l'abbassamento delle tariffe Inail per abbassare il costo del lavoro".

I sindacati chiedono al Governo di non fare cassa sui pensionati

Dai sindacati prosegue il pressing sull'esecutivo per le tematiche chiave d'interesse su lavoratori e pensionati. I segretari Ivan Pedretti (Spi - Cgil), Gigi Bonfanti (Fnp - Cisl) e Romano Bellissima (Uilp - Uil) hanno ribadito nella serata di ieri la richiesta di "non fare cassa con i pensionati andando a rimettere le mani sul sistema di rivalutazione penalizzando così milioni di persone". Il provvedimento rappresenterebbe infatti un ulteriore "atto di imperio" e sarebbe "profondamente ingiusto" visto che andrebbe a rappresentare un ritorno al passato rispetto a quanto fatto con il ritorno a partire dal 2019 di un meccanismo di rivalutazione più adeguato.

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