La Camera ha approvato in via definitiva la Manovra. I voti a favore sono stati 313, 70 i contrari. Dopo la proclamazione del risultato il premier Giuseppe Conte ha abbracciato i ministri. La legge di Bilancio aveva già passato sabato l'esame del voto di fiducia. Ora si attende il decreto 'unico' su Quota 100 e reddito di cittadinanza, previsto per la seconda settimana del mese di gennaio. A ridosso della fine del 2018 molti sarebbero stati gli attacchi relativi alle strategie sui pensionati.

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Alcune ore fa Maria Elena Boschi ha attaccato duramente il premier Conte, invitandolo a pulirsi la bocca prima di parlare di chi percepisce una pensione sopra i 1500 euro. Motivo? La riduzione delle Pensioni, seppure di cifre contenute, andrebbero considerate con più attenzione per chi percepisce un assegno giustificato dai contributi versati.

M5S: in molti gli assenti

Secondo quanto riporta il quotidiano La Repubblica alcuni deputati grillini non si sarebbero presentati in aula proprio quando la manovra doveva essere votata.

Reddito di cittadinanza e quota 100: l'attuazione dovrebbe essere nel 2019.
Reddito di cittadinanza e quota 100: l'attuazione dovrebbe essere nel 2019.

La nota del direttivo alla Camera del gruppo M5S: "La legge di Bilancio è un provvedimento cruciale e di fondamentale importanza. Lo statuto del nostro gruppo prevede che ciascun componente è tenuto a partecipare alle attività del gruppo e ai lavori della Camera, sia in assemblea sia in commissione". Il movimento richiede a gran voce che gli assenti si giustifichino.

Le parole di Fassina esprimerebbero diniego e malcontento: "Non abbiamo avuto la possibilità di discutere, il nostro gruppo non parteciperà al voto, resteremo in aula, ma il passaggio parlamentare della manovra ha costituito uno strappo gravissimo a livello costituzionale". Insomma, una buona parte degli esponenti politici è in disaccordo con quanto disposto dalla maggioranza.

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Quota 100 dovrebbe essere in vigore dal 2019

Giovanni Tria ha asserito che da febbraio 2019 quota 100 dovrebbe essere già in vigore e la platea dei beneficiari potrebbe già beneficiarne. Questa nuova forma di uscita dal mondo del lavoro sarà erogata a chi ha almeno 62 anni di età anagrafica unitamente ai 38 anni di versamenti contributivi. È necessario specificare che chi sceglierà di avvalersi della possibilità di beneficiare della pensione anticipata potrebbe ritrovarsi con un assegno inferiore; una riduzione che secondo il ministro Tria non è dovuta ai costi della manovra, ma al calcolo pensione effettuato con il nuovo sistema.

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