Il CCNL lavoro domestico, cioè il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro che disciplina le regole riguardanti il lavoro di colf, badanti e baby sitter è stato sottoscritto nel 2013. Come consuetudine, un CCNL ha validità triennale e pertanto dal 2016 la categoria attende un rinnovo che non arriva. Nonostante non si parli di rinnovo, associazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro ogni anno aggiornano le retribuzioni da applicare ai singoli contratti di lavoro.

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Ieri 15 gennaio è stato siglato l’accordo con il quale si adeguano gli stipendi all’aumento del costo della vita secondo il tasso di inflazione certificato dall’Istituto Nazionale di Statistica (Istat). Dal 1° gennaio pertanto, entrano in vigore nuovi minimi stipendiali che, secondo un articolo del quotidiano “Il Messaggero”, prevedono aumenti di stipendio tra i 7 ed i 15 euro al mese.

Il contratto collettivo

Nel 2013 al Ministero del Lavoro Fidaldo, Assindatcolf e Domina, tutte associazioni del settore, hanno firmato il CCNL .

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Sempre al Ministero del Lavoro ieri sono state aggiornate le tabelle con gli stipendi da erogare a tutti i lavoratori in base al livello di inquadramento e l’associazione Domina ha messo in rete il documento in formato PDF. Il lavoro di ieri al Ministero non ha prodotto altri correttivi al CCNL che resta quello del 2013 per tutti gli altri aspetti del lavoro domestico, come per esempio, l’orario di lavoro o quello dei riposi.

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Tutto resta fermo alle 10 ore di lavoro non consecutive al giorno o 54 ore settimanali per i lavoratori conviventi con il datore di lavoro o con il soggetto da assistere. Per i non conviventi invece 8 ore di lavoro al giorno, sempre non consecutive e 40 ore a settimana.

Le nuove tabelle sugli stipendi

L’accordo sugli aggiornamenti tabellari dello stipendio è prassi che si ripete da anni ma per il 2019 gli aumenti in busta paga per i dipendenti sono più cospicui visto che l’indice Istat sul costo della vita è aumentato in maniera superiore alle attese.

In linea generale possiamo dire che i lavoratori si troveranno fino a 15 euro in più al mese di stipendio. Aumenti differenti in base alle fasce di inquadramento che nel CCNL si chiamano livelli. Il livello A è quello applicato a colf con esperienza inferiore all’anno, addetti alla lavanderia o alle pulizie, aiuto cucina, stalliere ed operaio generico. Per loro il nuovo minimo di stipendio previsto è di € 636,20 al mese.

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Nel livello AS rientrano le baby sitter e le dame di compagnia, soggetti che prestano assistenza a soggetti senza particolari problemi di autosufficienza e per loro lo stipendio base parte da 751,88 euro. Per operaio qualificato, giardiniere, autista, custode, cameriere o colf polifunzionale, soggetti che rientrano come profilo nel livello di inquadramento B, lo stipendio 2019 previsto in tabella sale a 809,71 euro.

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Nel livello BS rientrano i lavoratori con esperienza superiore all’anno che prestano assistenza a soggetti autosufficienti e per loro salario mensile previsto di € 867,55.

Le badanti

Una delle tipologie più diffuse di lavoratori del settore domestico è sicuramente la badante. L’inquadramento giusto per la badante è il CS, nel caso di lavoratrici o lavoratori privi di formazione. È di € 983,22 il nuovo minimo di stipendio per questa tipologia di lavorante che nello specifico, come mansione, presta assistenza a soggetti non autosufficienti come invalidi o anziani. Il cuoco è altra figura che rientra tra i più classici collaboratori domestici e va inquadrato nel livello C con salario minimo di € 925,40. I livelli contraddistinti dalla lettera D invece si riferiscono a lavoratori altamente qualificati e capaci di svolgere le mansioni tipiche del loro lavoro in piena autonomia e spesso con compiti decisionali e di comanda. Il capo cuoco, il capo giardiniere, il maggiordomo, la governante e l’amministratore sono tipologie di addetti da inserire nel livello D. Per questi il minimo tabellare p di € 1.156,72 euro al mese. La badante con esperienza pluriennale, con formazione e qualifica 1214,56 euro al mese e si inquadra nel livello DS. Dal momento che le ore di riposo giornaliere, oltre alla canonica pausa pomeridiana è fissato in 11 ore consecutive, il CCNL prevede il cosiddetto livello unico di inquadramento per chi svolge le proprie mansioni solo di notte. Stipendio minimo di 661,08 per lavoratori che svolgono l’attività con presenza notturna, cioè dalle ore 21:00 alle ore 08:00 del mattino. Per i conviventi è previsto come sempre l’indennità di vitto e alloggio che per il 2019 sarà pari ad € 1,96 per il pranzo ed € 1,96 per la cena oltre che € 1,69 per l’alloggio. In pratica, € 5,61 al giorno come vitto e alloggio a prescindere dal livello di inquadramento.

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