La pensione anticipata a quota 100 partirà il prossimo 1° aprile: lo conferma l'ultima bozza del decreto attuativo della misura che cambierà le Pensioni nel 2019. Oltre alla quota 100, la bozza conferma le uscite con opzione donna e le pensioni a partire dai 63 anni con l'anticipo pensionistico (Ape social). La bozza del decreto sul Reddito di cittadinanza e sulle pensioni conferma, dunque, i requisiti di uscita per la quota 100: si parte dai 62 anni di età e con almeno 38 anni di contributi.

La misura verrà introdotta in via sperimentale per l'intero triennio, ovvero dal 2019 al 2021, in attesa di programmare le pensioni anticipate con la quota 41, la misura attualmente in vigore per i precoci ma con molteplici paletti di uscita, per tutti. Tuttavia nel decreto, informa l'Agenzia Giornalistica Italia (Agi) è presente l'adeguamento alla speranza di vita anche per la quota 100, meccanismo che entrerebbe in vigore nel caso in cui la misura dovesse essere confermata succevamente al triennio in corso.

Pensione anticipata 2019: ultme novità di oggi sulle uscite a quota 100, finestre statali

Importantissime saranno, in ogni modo, le finestre di uscita con la pensione anticipata a quota 100 per i lavoratori del settore privato e per gli statali. Infatti, come precisa l'agenzia di stampa, i lavoratori del privato che maturino i requisiti per la quota 100 entro il 31 marzo 2019 potranno andare in pensione il successivo 1° aprile.

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Pensioni Matteo Salvini

I lavoratori della Pubblica Amministrazione che dovessero maturare i requisiti entro la fine di marzo prossimo dovranno attendere di poter andare in pensione a partire dal 1° luglio 2019 con un ritardo di tre mesi. La successiva finestra di uscita per la quota 100 stabilisce che gli statali che dovessero maturarne i requisiti dopo marzo prossimo dovranno attendere ulteriori sei mesi per l'effettiva decorrenza della pensione.

Inoltre, per i lavoratori del pubblico impiego verrebbe confermata la tempistica per l'accesso al Trattamento di fine servizio (o Tfr) ai requisiti della riforma delle pensioni di Elsa Fornero: si potrà incassare la buonuscita nell'arco dei cinque anni successivi all'uscita da lavoro. Il termine "massimo" riguarda l'attesa per la maturazione della pensione di vecchiaia: gli statali che usciranno a 62 anni con la quota 100 dovranno aspettare, in altre parole, la maturazione della pensione di vecchiaia a 67 anni prima di vedersi accreditato il Tfs.

In alternativa, il Trattamento di fine servizio potrà essere incassato alla maturazione dei requisiti della pensione anticipata a 42 anni e dieci mesi per gli uomini (per le donne è previsto un anno in meno di contributi).

Pensione anticipata: oltre quota 100, nel 2019 uscita con opzione donna, Ape e quota 41 precoci

Importante novità contenuta nella bozza del decreto, oltre alla pensione anticipata a quota 100, all'opzione donna e all'Ape social, è lo stop all'aumento dei contributi richiesti per la quota 41 dei precoci.

La misura verrebbe confermata per il 2019 con gli stessi requisiti del 2018, ovvero i 41 anni di contributi. Scongiurato, pertanto, l'adeguamento all'aspettativa di vita di cinque mesi (la quota sarebbe diventata 41,5) come per le pensioni di vecchiaia, salite dallo scorso 1° gennaio a 67 anni. Per le lavoratrici, invece, arriverà la proroga dell'opzione donna, misura che non era stata confermata nel 2018 ma che, nel corso del nuovo anno, darà la possibilità di uscita alle nate entro il 31 dicembre del 1959 (le lavoratrici come dipendenti) ed entro il 31 dicembre del 1958 (le autonome).

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