Ultime notizie sulle Pensioni, ad oggi sabato 5 gennaio, incentrate sul pressing dei sindacati sul governo in merito al decreto relativo a Quota 100. Le parti sociali temono qualche 'pasticcio', come quello che riguardò gli esodati, dopo la riforma Fornero. Stavolta, i timori dei sindacati riguardano i dipendenti statali: si stima che siano almeno 130mila i dipendenti della Pubblica Amministrazione a possedere il doppio requisito per poter accedere a Quota 100, settori come scuola e sanità potrebbero ritrovarsi a corto di personale e in difficoltà nel procedere al turn over.

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I sindacati, inoltre, parlano di discriminazione tra statali e privati, sia per quanto riguarda la tempistica più lunga per l'uscita pensionistica, sia per quanto concerne il pagamento della liquidazione.

Riforma pensioni, sindacati parlano di discriminazioni contro gli statali

Dunque, potrebbe nascere un caso 'dipendenti statali', anche se, a onor del vero, gli scenari futuri potrebbero risultare meno preoccupanti. Prima di tutto, occorre considerare che il posto nella Pubblica Amministrazione è un posto garantito, quindi non è detto che Quota 100 possa determinare un 'esodo' di lavoratori verso la pensione, anzi.

Considerando l'assegno più basso, un buon numero di dipendenti statali, pur avendo i requisiti dei 62 anni di età anagrafica e i 38 anni di contributi, potrebbe decidere di continuare la propria carriera professionale e rinunciare alla possibilità di anticipare l'uscita pensionistica. Tuttavia, i sindacati denunciano discriminazioni nei confronti dei dipendenti pubblici, considerando le finestre d'attesa più lunghe rispetto ai lavoratori del settore privato e il problema legato al pagamento del trattamento di fine rapporto (o fine servizio).

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Antonio Foccillo della Uil, infatti, sottolinea come sia concreto il rischio che i dipendenti pubblici possano percepire la liquidazione solamente nel momento in cui saranno raggiunti i normali requisiti di pensionamento, secondo quanto contenuto nella Legge Fornero.

Quota 100 dipendenti PA, Durigon getta acqua sul fuoco

Un'altra 'patata bollente' nelle mani del governo, con il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, che, ancora una volta, cerca di buttare acqua sul fuoco delle polemiche: il governo, infatti, starebbe studiando una normativa che possa permettere ai dipendenti statali che sceglieranno di accedere alla pensione con Quota 100 di poter incassare la loro liquidazione.

Come? L'ipotesi sarebbe quella di stipulare una convenzione con gli istituti bancari, i quali andrebbero ad anticipare tali somme per conto dello Stato. Durigon, addirittura, aggiunge che la nuova normativa relativa alla liquidazione potrebbe estendersi a tutti i dipendenti pubblici che andranno in pensione e non soltanto, quindi, a coloro che sceglieranno di uscire anticipatamente attraverso Quota 100. Secondo le norme vigenti, la liquidazione viene incassata a sei, dodici o ventiquattro mesi, a seconda dell'importo da riscuotere e dell'uscita.

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Ora potrebbe subentrare la possibilità del prestito, da restituire in cinque anni con interessi a carico dello Stato.