Quota 100, l'opzione pensionistica atta a modificare la legge Fornero, fortemente voluta a tale scopo dal leader del Carroccio, dovrebbe divenire realtà con il decreto del mese di gennaio. Migliaia di italiani dovrebbe essere collocati a riposo e sarebbe garantito un turnover generazionale. Lo scopo è quello di dare il via libera ad altrettante assunzioni di giovani lavoratori precari o di disoccupati. Ricordiamo che la legge Fornero è stata introdotta con il decreto Salva Italia nel 2011 dal governo tecnico allora guidato da Mario Monti al fine di limitare il costo ingente della spesa previdenziale.

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Quota 100: i requisiti e le possibili modifiche

Come sappiamo quota 100 corrisponde alla somma di 62 anni (l’età anagrafica minima richiesta per potere accedere a questa riforma) e 38 (gli anni di contributi minimi che il lavoratore deve avere versato per beneficiare della pensione con questa opzione) Il governo introdurrebbe questa nuova uscita solo per tre anni e in via sperimentale. Lo scopo, quindi, è appunto quello di garantire la messa a riposo di migliaia di lavoratori e l’assunzione di altrettanti giovani precari o disoccupati al fine, anche, di dare una nuova spinta all’economia italiana.

Quota 100: prima dei 62 anni con nuovi scivoli

Sembrerebbe, secondo quanto riportato dal quotidiano La Stampa, che il governo abbia in mente di anticipare i tempi. Ovvero, l’età per beneficiare di quota 100 potrebbe scendere a 59 anni, anziché 62. Due sono le mosse del governo: la prima sarebbe quella di consentire l’uscita del mondo del lavoro a 59 anni, anziché 62 o con 38 anni di contributi; la seconda prevederebbe l'uscita a 62 anni, ma con 35 anni di contribuzione.

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Ciò sarebbe possibile grazie a fondi di solidarietà bilaterali gestiti da imprese e sindacati. Altra condizione, fondamentale: uscendo dal mondo del lavoro il dipendente permetterebbe l’assunzione di un altro lavoratore e quindi la ditta si arrogherebbe la responsabilità di procedere in questo senso. Oppure si dovrebbe procedere nell’assunzione definitiva di un precario.

La seconda parte di questa strategia si basa sulla partecipazione economica di Cassa depositi e prestiti, società controllata dal Tesoro, che erogherebbe uno sgravio contributivo, collegato a un apposito fondo di garanzia, per incentivare l’assunzione di nuovi lavoratori.

Quota 100 consentirebbe a circa 315 mila lavoratori di essere collocati a riposo, 123 mila dei quali sono nel pubblico impiego. Questo esodo causerebbe problemi allo Stato a causa della penuria di personale qualificato. I meccanismi d’uscita sarebbero rigidi: i dipendenti privati potranno uscire, da aprile, tramite una finestra di tre mesi, tra il momento in cui vengono maturati i requisiti e quello in cui effettivamente si può lasciare il lavoro, per gli statali la finestra sarà raddoppiata fino a sei mesi.

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