Il sistema previdenziale italiano richiede una maggiore flessibilità di uscita dal mondo del lavoro. Proprio per questo l'esecutivo giallo-verde ha varato la riforma previdenziale sperimentale che prende il nome di quota 100. Grazie ad essa sarà possibile andare in pensione con 5 anni di anticipo, ma la flessibilità avrà un prezzo. Infatti l'importo degli assegni Pensioni sarà minore rispetto a quelli dei lavoratori che hanno raggiunto i requisiti per la pensione di vecchiaia.

Quota 100: i primi dati

Secondo i primi dati riportati dall'Ufficio parlamentare di bilancio a beneficiare di quota 100 potrebbero essere circa 457 mila lavoratori.

Di questa platea i due terzi sarebbe composto da lavoratori uomini, la metà sarebbero statali e la maggior parte si vedrebbe calcolare l'importo dell'assegno pensione con il sistema retributivo. La flessibilità ha un suo costo: per coloro che decideranno di andare in pensione raggiunti i 62 anni di età (con 38 di contributi), infatti, uscire dal mondo del lavoro in anticipo di cinque anni porterebbe ad avere un assegno pensione più basso fino al 25%, circa il 5% in meno per ogni anno. Il lato positivo è che l'assegno pensione verrebbe percepito per un periodo più lungo. Sussiste, infine, il divieto di cumulare redditi da lavoro occasionale con il reddito da pensione per chi beneficia dell'uscita anticipata.

Quota 100: differenze tra impiegati statali e privati

Quota 100 non sarà uguale per tutti, vi sono infatti requisiti cardine che permangono e altri che variano in base al settore di appartenenza. I requisiti cardine sono i seguenti: è necessario avere 62 anni di età anagrafica e 38 anni di contribuzione effettiva. Differente, invece, è il preavviso che il lavoratore deve dare: i dipendenti statali dovranno dare un preavviso di sei mesi, mentre i dipendenti privati dovranno farlo solo con 90 giorni di anticipo.

I dipendenti privati, che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2018 potranno accedere alla pensione già dal primo aprile 2019. Diverso è il discorso per i dipendenti pubblici: se essi hanno maturato i requisiti entro la fine del 2018, potranno accedere alla pensione anticipata il primo agosto 2019. Chi matura i requisiti in data successiva al 31 dicembre 2018, per i facenti parte del pubblico impiego, la finestra per accedere alla pensione si aprirà sei mesi dopo la data precedentemente citata.