Tra le agevolazioni previste all'interno del "pacchetto Pensioni" legato al decreto legge recentemente approvato dal Governo c'è anche la possibilità di riscattare in via agevolata il periodo degli studi universitari. L'opzione può rappresentare un aiuto importante se si considera che il periodo di studi può arrivare a pesare fino a cinque anni nella carriera contributiva di un lavoratore: se all'inizio della propria attività lavorativa può sembrare un periodo non rilevante, diventa evidente la differenza per un pensionando nel poter ottenere la quiescenza a 62 anni anziché a 67.

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Ecco quindi che poter riscattare il quinquennio di studi appare particolarmente importante, soprattutto considerando che i destinatari della misura sono inseriti all'interno del sistema contributivo puro.

Quali sono le regole per ottenere l'anticipo con il riscatto di laurea

Ovviamente il legislatore ha previsto uno schema preciso di riferimento per poter procedere al riscatto del periodo di studi in via agevolata. Bisognerà innanzitutto aver effettuato il primo versamento dopo il 1996, entrando così nel calcolo contributivo puro dell'assegno.

Riforma pensioni, al via il riscatto agevolato della laurea per il contributivo puro
Riforma pensioni, al via il riscatto agevolato della laurea per il contributivo puro

L'ammontare sarà identico per tutti e corrisponderà a 5241,30 euro, da versare per ogni anno di studi. A calcolare lo sconto effettivo è stata la Fondazione dei Consulenti del Lavoro, che parla di un costo inferiore al 60% rispetto alla cifra che si dovrebbe versare normalmente. Questo prendendo come esempio un lavoratore che guadagna circa 40mila euro l'anno e che avrebbe quindi dovuto versare più di 13mila euro per ogni annualità di riscatto.

Importo praticamente identico per i giovani neolaureati

Dalle stime dei tecnici emerge anche che riscattare una laurea triennale costa all'incirca sulle 15mila euro, mentre la laurea magistrale avrà un peso sulle tasche dei lavoratori di circa 25mila euro.

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Dato che il calcolo non può essere inferiore al 33% di uno stipendio minimo annuo, è chiaro che i neolaureati che risultano alla ricerca del primo impiego non avranno praticamente alcun vantaggio nell'applicare la nuova opzione, che risulta invece ben percorribile da chi si trova attorno ai 40-45 anni di età. Anche perché il costo ordinario del riscatto della laurea cresce al crescere del reddito, diventando di circa 10mila euro l'anno per un reddito di 30mila euro e di 20mila euro l'anno per un reddito di 60mila euro.

Su queste cifre bisogna infine considerare che sarà possibile portare il 50% dei versamenti effettuati all'Inps in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi attraverso tre o cinque quote annuali (a seconda del periodo di riscatto).

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