Dall'Inps si annuncia il superamento di un importante traguardo rispetto al numero di richieste di accesso agevolato alla quiescenza tramite la nuova quota 100. Proprio mentre il Parlamento si avvia ad approvare definitivamente la misura convertendola in legge (attraverso il terzo passaggio presso il Senato della Repubblica), le statistiche indicano che le pratiche inoltrate dai lavoratori hanno superato le 100mila unità.

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Pensioni anticipate e Q100: superata la soglia psicologica delle 100.000 richieste

Entrando nel merito dei numeri forniti nella serata di ieri dall'Istituto pubblico di previdenza, emerge che le richieste di prepensionamento hanno raggiunto le 100.016 unità. In particolare, le pratiche inoltrate dai lavoratori della pubblica amministrazione sono corrisposte a 35.228, mentre quelle dei lavoratori dipendenti sono state 35.117.

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L'analisi dei dati offre uno spaccato abbastanza omogeneo, sebbene dei trend moderati possono comunque essere individuati. Così, le domande di pensionamento flessibile in arrivo dal Sud sono leggermente più elevate di quelle registratesi nel nord Italia, mentre i dipendenti della PA risultano aver giocato un ruolo importante (e per certi versi inaspettato nelle prime stime) rispetto al totale delle richieste.

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Elevato interesse anche dal comparto scuola: verso le 150mila domande

Allo scenario appena evidenziato bisogna poi aggiungere un ulteriore elemento che potrebbe comportare una grande differenza nel numero delle richieste. Infatti, i dati esposti finora non tengono conto del fatto che Inps e Miur devono ancora comunicare il numero esatto delle domande in arrivo dalla scuola. Quest'ultime rilevazioni non sono ancora registrate a livello numerico nelle proiezioni fornite dall'Istituto di pubblica previdenza, pertanto quando verranno effettivamente conteggiate potrebbero portare il numero delle domande complessive di prepensionamento vicino alle 150mila richieste.

Un dato che rischia di porre in essere nuovi interrogativi sulle coperture stanziate. La Ragioneria dello Stato ha infatti preventivato nella propria relazione circa 300mila richieste totali, pertanto in pochissimo tempo ci troveremmo ad aver raggiunto già la metà della platea potenziale degli aventi diritto. Senza contare che molti lavoratori potrebbero maturare i requisiti (almeno 62 anni di età e 38 anni di versamenti) nei prossimi mesi.

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Anche per questo, nonostante la prossima chiusura della discussione parlamentare, la questione delle risorse stanziate in favore della nuova quota 100 potrebbe tornare in modo repentino al centro del dibattito politico.

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