Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 23 marzo vedono crescere l'attesa per la conferma definitiva del decretone in Parlamento. Dopo il voto di fiducia alla Camera, la Quota 100, il reddito di cittadinanza e le altre misure d'intervento su previdenza e welfare sono infatti attese in Senato, con la scadenza per il completamento dell'iter fissata al prossimo 29 marzo. Nel frattempo torna al centro dell'attenzione la questione dei tagli alle rivalutazioni degli assegni, che colpiranno i pensionati percettori di importi superiore a tre volte il minimo Inps. Una vicenda che ha portato a nuove forti proteste dai sindacati, pronti a tornare in piazza il prossimo mese di giugno.

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Riforma pensioni, attesa per l'ultimo passaggio del decretone in Senato

Dopo l'approvazione del decretone nel processo di verifica presso la Camera dei Deputati il testo comincia ad assumere la propria forma definitiva e attende solo l'approdo finale in Senato. Si tratta di un passaggio che salvo sorprese dell'ultimo secondo dovrebbe rappresentare solo una formalità, stante che le novità principali riguardanti la quota 100, il reddito di cittadinanza e le altre misure sono state già discusse nei primi due passaggi parlamentari.

D'altra parte, le modifiche non sono mancate, visto che il processo di revisione ha introdotto importanti aggiornamenti al decreto legge pubblicato a gennaio in Gazzetta Ufficiale. Si pensi alla possibilità di riscattare in senso agevolato la laurea senza il vincolo dell'età, oppure alla stretta su divorzi e genitori single nel reddito di cittadinanza. Per quest'ultimo è arrivata però anche l'estensione di un extra per 50 euro alle famiglie con disabili, mentre la principale novità riguardante la pensione di cittadinanza riguarda la possibilità di incassare l'emolumento anche in contanti.

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Pronte le riduzioni degli adeguamenti ad aprile: colpiranno 5,6 milioni di pensionati

Nel frattempo proseguono le discussioni tra Governo e Sindacati, con quest'ultimi pronti a tornare in piazza il prossimo 1° giugno. Il principale nodo del contendere risulta il taglio alle perequazioni previste per il mese di aprile. In particolare, risulteranno soggetti ai ricalcoli degli adeguamenti gli assegni superiori alle 1.522 euro al mese, cioè di circa tre volte la minima. L'Inps chiarisce anche che i cittadini interessati saranno all'incirca 5,6 milioni, mentre per la metà la riduzione mensile risulterà molto contenuta (corrispondente a 28 centesimi di euro).

Le risorse così raccolte saranno indirizzate a sostenere lo stesso comparto previdenziale, a partire dalle nuove pensioni anticipate tramite quota 100. Oltre a ciò, chi percepisce un assegno inferiore a tre volte il minimo Inps non sarà soggetto ad alcun meccanismo di taglio, pertanto si vedrà corrispondere una rivalutazione piena del proprio emolumento previdenziale.