Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 30 marzo 2019 vedono il raggiungimento di un importante traguardo per la quota 100 ed il reddito di cittadinanza. I provvedimenti arrivano infatti in Gazzetta Ufficiale, confermando quindi la conclusione dell'iter legislativo di verifica, correzione e approvazione. Nel frattempo prosegue però la discussione interna al Paese in merito alle nuove misure, mentre emergono prese di posizione aggiornate da parte dei sindacati (ed in particolare dalla Cgil) rispetto a quanto appena approvato.

Riforma pensioni, la quota 100 in Gazzetta Ufficiale

"Il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni, è convertito in legge". Così afferma il testo promulgato dal Presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta ufficiale, attraverso il quale si definisce concluso l'iter legislativo riguardante le pensioni anticipate tramite quota 100 (a partire dai 62 anni di età e con almeno 38 anni di contribuzione) ed il reddito di cittadinanza, oltre agli altri provvedimenti inseriti e discussi all'interno del cosiddetto "decretone".

A questo punto non resta che monitorare in che modo evolverà la situazione sul campo previdenziale, stante che nonostante molte richieste di pensionamento agevolato siano già pervenute (oltre 100mila), il loro numero potrebbe aumentare ulteriormente in virtù degli indecisi che attendevano l'approvazione definitiva del provvedimento.

Landini (Cgil): la Q100 non basta, tra le priorità l'uscita con 41 anni di versamenti

Dal Segretario Generale della Cgil Maurizio Landini emerge preoccupazione in merito alla situazione che caratterizza il mondo del lavoro e della previdenza in Italia.

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Pensioni

Per quanto concerne le pensioni flessibili, si rimarca l'insufficienza della quota 100, "perché serve una revisione complessiva della legge Fornero per dare risposte anche sui problemi dei lavori gravosi, delle pensioni dei giovani e delle donne" nonché "sulla nostra richiesta di accesso alla pensione con 41 anni di contributi indipendentemente dall'età". Preoccupa inoltre la mancanza di crescita del Paese e "l'assenza di politiche industriali", mentre in merito al reddito di cittadinanza si parla di penalizzazione per le famiglie numerose e di incapacità di affrontare il vero problema, che è quello "della crescita del lavoro povero e della debolezza del welfare", conclude Landini.

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