Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 11 marzo 2019 vedono riaccendersi la dialettica sui dati riguardanti le richieste di uscita anticipata dal lavoro tramite la quota 100. I dati evidenziano l'avvicinamento al traguardo delle 90mila pratiche, ma di queste secondo l'UpB (Ufficio Parlamentare di Bilancio) solo una piccola parte sarebbe effettivamente composta da lavoratori con 62 anni di età o con 38 anni di contribuzione. Nel frattempo dai Comitati dei lavoratori, ed in particolare dal CODS, si rivendica il lavoro svolto in questi anni e si ricordano le istanze verso la politica per il riconoscimento previdenziale del ruolo delle donne.

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Uscite anticipate e Quota 100: superate le 86mila richieste

La settimana si apre con dati importanti in arrivo dall'Inps in merito alle richieste di uscita flessibile dal lavoro inviate dai lavoratori. Infatti, secondo quanto emerge dalle ultime rilevazioni, le domande di pensionamento anticipato avrebbero superato le 86mila unità, arrivando a toccare (per la precisione) 86107 richieste. Tra queste, la maggioranza (78699) sono giunte tramite l'intermediazione di un patronato, mentre appena 7048 pratiche sono state inoltrate direttamente dai cittadini.

La capitale si conferma ancora una volta in testa per le richieste, seguita da Napoli e Milano. Più della metà dei richiedenti possiede tra i 63 ed i 65 anni, mentre soverchiante è il numero di richieste inoltrate dagli uomini (62619) rispetto a quelle avanzate dalle donne (23488).

L'UpB sulle nuove pensioni flessibili: solo una piccola parte sono davvero Q100

Sulle nuove richieste di prepensionamento tramite la quota 100 emerge un'attenta verifica dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio, attraverso la quale si mette in luce un dato piuttosto inaspettato.

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Infatti, solo l'1,9% delle richieste sarebbe effettivamente composta da quota 100, cioè da lavoratori con 62 anni di età e 38 anni di contribuzione. Il 98,1% è invece riferibile a persone che hanno superato i 63 anni (con 38 anni di contribuzione), oppure che hanno almeno 39 anni di versamenti. In pratica, la maggior parte delle richieste sarebbe composta da quote 101, 102 e così via. Interessante poi notare che se si considera solo l'elemento contributivo il gruppo più numeroso delle domande è formato da lavoratori che hanno maturato almeno 41 anni di contribuzione, rendendo quindi esplicito che una quota 41 potrebbe risultare di grande efficacia per flessibilizzare il sistema pensionistico.

Armiliato (CODS): nuovo richiamo alle situazioni che certificano lo svantaggio delle donne

Dal Comitato Opzione Donna Social arriva un nuovo post con il quale si rivendica l'attività svolta nel corso degli anni passati, rinnovando al contempo gli obiettivi del Comitato. "La sottoscritta vuole rappresentare e far emergere tramite il CODS le situazioni di sfruttamento e di insufficienza che le norme vecchie e nuove certificano a svantaggio del popolo femminile" suggerisce la fondatrice Orietta Armiliato, ricordando che "le donne ad onor del vero, non chiedono regali oppure sconti ma esigono riconoscimenti affinché si possa traguardare quel sistema equo, corretto e necessario a creare equilibrio ed armonia fra i generi e dove, finalmente, sia riconosciuto quel welfare informale che tanto le penalizza".

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