Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 8 marzo 2019 vedono emergere ancora una volta il tema delle differenze di genere rispetto alla situazione del lavoro e della previdenza femminile. Nel frattempo prosegue il dibattito politico sulla quota 100, con le prime dichiarazioni rilasciate dal Commissario designato Tridico. Infine dall'opposizione arrivano nuove forti critiche al meccanismo di prepensionamento flessibile avviato con il decretone, mettendo così in guardia i cittadini rispetto alle inevitabili conseguenze negative per le giovani generazioni.

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L'8 marzo la Cisl sottolinea le disparità sulle pensioni

Dalle disparità nel lavoro di cura fino a quella di natura previdenziale: per l'8 marzo la Cisl mette in evidenza tutte le contraddizioni che vanno ancora oggi ad alimentare le disparità di genere. "Anche le pensioni parlano di disparità" si legge in un post diffuso dall'account Twitter del sindacato. "L'importo medio della pensione delle donne è quasi la metà di quello degli uomini. Il 70% delle donne riceve da 500€ a 900€ al mese e gli importi più alti vanno, nella maggior parte dei casi, agli uomini" evidenzia il Presidente dell'Inas Cisl Gigi Petteni, parlando di una "enorme disparità che riscontriamo anche nei dati della nostra attività quotidiana". Questo si aggiunge alla "mancanza di servizi di welfare strutturati in un Paese che invecchia sempre di più".

Pensioni anticipate e Quota 100: Tridico commenta la misura

Continuano a crescere le domande di quiescenza in arrivo dai lavoratori tramite la quota 100, tanto che l'Inps ha recentemente annunciato il superamento delle 80mila richieste giunte dalla fine di gennaio. Sulla situazione è recentemente intervenuto anche il Commissario designato dell'Istituto di previdenza pubblica Pasquale Tridico, spiegando la propria posizione durante una conferenza stampa tenutasi alla Camera dei deputati. Secondo l'economista "per la quota 100 la diffusione è omogenea", rilevando che si tratta di "una misura molto equilibrata e distribuita sul territorio".

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Letta (PD): la Quota 100 è un privilegio che pagheranno i giovani

"Mi renderò impopolare con chi potrà andare in pensione prima, ma credo che la quota 100 sia un privilegio che pagheranno i più giovani e che li spingerà ad andarsene dall’Italia". Lo afferma l'ex Premier Enrico Letta, rientrato nel PD dopo il successo di Zingaretti. Durante un'intervista rilasciata per il Giornale di Vicenza, l'esponente democratico ha espresso la propria posizione in merito alla nuova opzione di prepensionamento avviata dal Governo gialloverde.

"Tenuto conto che non ci sono i soldi per farla, bisognerebbe che chi va in pensione così capisse che a pagare il conto sarà il nipote". Infatti "questo governo sta redistribuendo, con quota 100 e reddito di cittadinanza, risorse prese da una torta ancora più piccola. Io credo che non potrà reggere", conclude Letta.