Come riportano numerosi media e siti internet, le domande per il reddito di cittadinanza hanno già superato quota 600mila. Domande però non significano erogazione perché non tutti i richiedenti avranno diritto a rientrare nel programma e percepire il sussidio. Probabilmente, come riporta il quotidiano “Il Sole 24 Ore” nella sua edizione digitale di oggi 20 marzo, solo dal 15 aprile si potranno tirare le somme avendo a disposizione il primo dato relativo all’accoglimento delle domande. Sempre sull’autorevole quotidiano economico-finanziario si mettono in risalto le potenziali criticità che l’Istituto previdenziale ha già individuato e che potrebbero portare alle reiezioni delle domande presentate.

Pubblicità

In primo luogo la misura è contenuta nel decretone che in queste ore sta completando l’iter parlamentare (oggi il governo ha posto la fiducia alla Camera) per la sua conversione in legge. Potrebbe cambiare ancora qualcosa rispetto al testo originario della misura, soprattutto dal punto di vista dei paletti e dei vincoli da rispettare per poter rientrare. Inoltre, già nel testo originario della misura ci sono alcuni aspetti che secondo l’Inps molti richiedenti non hanno considerato in sede di presentazione dell’istanza.

Cosa bisogna sapere della misura

Il primo requisito per così dire, vincolante inserito nella misura è la residenza in Italia che deve essere da almeno 10 anni. Questo vincolo vale solo per il richiedente la misura e di questi 10 anni gli ultimi due devono essere ininterrotti. Se il requisito della residenza effettiva in territorio italiano riguarda nello specifico solo il richiedente, le soglie dei beni patrimoniali, dei redditi ed il possesso di particolari beni durevoli è requisito che devono rispettare tutti i componenti il nucleo familiare del richiedente.

Pubblicità

Nessun componente la famiglia di chi richiede il reddito di cittadinanza per esempio, deve risultare proprietario o intestatario di auto nuove, immatricolate cioè nei 6 mesi precedenti la domanda di sussidio. Per auto superiori a 1.600 di cilindrata invece, il vincolo si estende ai due anni precedenti e lo stesso vale per moto di cilindrata pari o superiore a 250 cc. Il possesso di navi o imbarcazioni invece è fattore invalidante per la domanda, in pratica non si può percepire il reddito di cittadinanza se uno dei familiari risulti intestatario di questi natanti.

L’Isee

Il requisito che probabilmente è quello più conosciuto dagli aspiranti percettori del sussidio resta quello dell’Isee che non deve superare i 9.360 euro. Secondo quanto riporta il quotidiano, appare probabile che chi ha un Isee superiore a tale soglia non vada a presentare domanda ben conscio che la stessa sarà respinta. Dal punto di vista reddituale però un elemento critico e forse poco considerato è quello del reddito familiare che non deve superare 6.000 euro all’anno (per i single), naturalmente moltiplicato per la scala di equivalenza appropriata in base al numero dei componenti la famiglia del richiedente.

Pubblicità

Proprio questo limite di reddito familiare è la componente che più mette a rischio le domande dei richiedenti perché trattasi di un dato non riportato sull’Isee e pertanto calcolato dall’Inps in sede di istruttoria e validazione delle domande.

Problematiche delle domande sono anche quelle relative alle novità che via via stanno intervenendo sulla misura durante i passaggi parlamentari. Per esempio, la detenzione di un immobile all’estero, le nuove norme anti furbetti per quanto concerne le finte separazioni o il vincolo per gli stranieri di dotarsi di certificazioni reddituali e di stato di famiglia dai loro paesi di origine tramite i Consolati sono novità che per molti sono sopraggiunte successivamente alla presentazione della domanda.

Rischio richiamo per le domande

Alla luce di quanto detto potrebbero essere richiamate dall'Inps diverse domande. In pratica le istanze presentate potrebbero avere solo 6 mesi di validità perché andrebbero adeguate alle novità introdotte nel decreto in Parlamento. Basti pensare ai nuclei familiari di cittadini stranieri extracomunitari o le famiglie al cui interno ci sono disabili. Oppure le famiglie con genitori separati che dopo gli emendamenti della Camera hanno visto sorgere l'obbligo prima assente, di presentare entrambi gli Isee anche se non residenti sotto lo stesso tetto.