L'ultima tappa del concorso per dirigenti scolastici, partito nel 2018 con la prova preselettiva e con la prova scritta, dovrebbe iniziare il 20 maggio 2019, ma le polemiche che stanno accompagnando l'iter della selezione rischiano di trasformarsi in uno stop con uno strascico di ricorsi contro il Miur. Sono diverse le irregolarità che lamentano i candidati esclusi, tanto da costituirsi in un movimento per ripristinare i presunti diritti violati.

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Le richieste dei candidati esclusi dalla prova orale

I candidati esclusi confluiti nel movimento "Trasparenza e merito" non chiedono di essere riammessi alle prove ma auspicano un tavolo di confronto con gli organi di Governo per ripristinare quei principi di trasparenza che, a loro giudizio, sono stati violati dal Miur. In modo particolare il movimento punta il dito su alcuni punti che risultano poco chiari e che possono essere così sintetizzati:

  • È stato disatteso il criterio definito "random" per l'abbinamento dei candidati alle commissioni distribuite su tutto il territorio nazionale per l'espletamento della prova orale. Tale criterio avrebbe dovuto evitare che i candidati svolgessero la suddetta prova nella stessa regione di residenza ed invece dagli abbinamenti visibili sul calendario diversi candidati si troveranno a sostenerla addirittura nella stessa città di residenza.
  • La griglia di valutazione delle prove scritte, pubblicata il 17 ottobre 2018, ha subito modifiche, poiché sono stati dettagliati gli indicatori e i descrittori ed è stata pubblicata il 19 aprile 2019, dopo la correzione delle prove scritte.
  • La data della prova scritta non è stata unica per tutti i candidati. Il differimento della data per i candidati sardi, a causa dell'ordinanza di chiusura delle scuole per allerta meteo a Cagliari, ha creato una disparità di trattamento tra i concorrenti. I criteri dello svolgimento della prova scritta e la bibliografia per le due domande in lingua, infatti, sono stati resi noti il 17 ottobre per i candidati che l'hanno sostenuta il giorno successivo mentre per i candidati sardi questi stessi criteri sono stati conosciuti ben 55 giorni prima, avendo questi ultimi sostenuto la prova il 13 dicembre 2018.
  • Poco chiare risultano anche le operazioni di scioglimento dell'anonimato ed abbinamento dei codici univoci ai candidati che hanno sostenuto la prova scritta. Nel verbale, pubblicato sul sito del Miur in data 19/04/2019, l'orario di apertura coincide con quello di chiusura e risultano assenti le organizzazioni riconosciute che dovevano assistere alla procedura.
  • La mancanza di trasparenza viene lamentata anche nel riscontro delle prove sostenute. I risultati, trattandosi di procedura informatizzata, dovevano essere quasi istantaneamente visibili dai candidati sul portale Polis, così come stabilito nell'informativa del 21 marzo 2019 ma questo non è ancora avvenuto. Il Miur con email inviata ai canditati ha differito la pubblicazione dei risultati della prova scritta alla data dell'8 maggio 2019, violando anche i termini dell'accesso documentale ai sensi della Legge 241/90.

Possibile stop alla procedura concorsuale?

Questi in sintesi i punti e le accuse rivolte al Miur dai candidati esclusi che sono confluiti nel Movimento "Trasparenza e merito". Sono accuse pesanti che non mancheranno sicuramente di suscitare polemiche e dare vita ad una serie di ricorsi che potrebbero fermare la procedura di selezione dei futuri dirigenti scolastici, ostacolando la volontà del Ministro Bussetti che, per mettere fine alle numerose reggenze, vorrebbe i vincitori alla guida delle rispettive istituzioni scolastiche a partire dal prossimo mese di settembre.

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