Il Movimento Cinque Stelle, sin dai suoi albori, si è affidato ad alcuni cavalli di battaglia che, nel tempo e nelle varie campagne elettorali, hanno permesso di ampliare il proprio consenso, fino a raggiungere il grande successo delle politiche del 2018. Tra questi ci sono indubbiamente una sorta di caccia alle streghe nei confronti di chi percepisce una pensione elevata non giustificata da un versamento sufficiente di contributi e, indubbiamente, i privilegi della casta politica.

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Una categoria che in molti casi si è avvalsa di leggi come quella sui vitalizi verso cui Di Maio ed i suoi si sono spesi e si spenderanno al massimo affinché vengano profondamente rivisitate. C'è chi come Giorgio Pizzol ha scelto di querelare il capo politico del Movimento Cinque Stelle "privilegi rubati" i vitalizi. Pizzol, senatore dal 1987 al 1992, è stato ospite della trasmissione de L'Aria che tira, trasmissione di La 7, dove è andato in scena un vero e proprio sfogo di Massimo Giletti.

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Giletti si infuria contro la battaglia sui vitalizi

Massimo Giletti prende la parola e quasi subito si scaglia contro Pizzol: "Mi sono rotto le scatole di perdere tempo a discutere di queste cose". Poco dopo chiarisce i toni del suo esordio: "La rispetto. Me lo trovi, però, qualcuno che guadagni 2000 euro al mese dopo cinque anni di lavoro". La replica di Pizzol fa ulteriormente infuriare il conduttore di "Non è l'arena", poiché si appella a regole esistenti riguardo al suo compenso e che dunque non viola alcun parametro.

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Giletti sottolinea come, in realtà, le norme le hanno fatte loro stessi ed è un po' come se lui andasse da Cairo a disporre un compenso, per lui, di cento milioni al giorno. "È ora - tuona - di finirla con sta storia. Andate nelle periferie, andate a vedere come vivono. È fastidioso trovare persone preparate come l'avvocato Paniz che io conosco e che stimo, che ogni santa volta dice, con ragione, che le leggi vanno rispettate".

Giletti dice che le regole del gioco le fanno i giocatori

Massimo Giletti non è affatto convinto del fatto della giustificazione secondo cui per i vitalizi esistono le norme. "Quando ve le fate voi le leggi, sono leggi, ma sono - tuona il conduttore - pro domo vostra. È un gioco ipocrita-assurda". E poi continua senza peli sulla lingua nel suo intervento: "Non dovreste neanche sedervi a parlare in televisione di questo se aveste un minimo di dignità".

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A quel punto evidenzia come l'ondata d'odio nei confronti di certe categorie era una cosa che, almeno lui, si attendeva da tempo:"Prima ancora che arrivassero i Cinque Stelle io lo dissi: se non cambiate, il sistema populista vi distruggerà!.

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