Un altro anno scolastico si è concluso e i docenti con contratto a tempo determinato e scadenza al 30 giugno si accingono a chiedere la Naspi. Intanto, però, si comincia già a pensare alle supplenze che caratterizzeranno il prossimo anno scolastico e, in particolare, a quelle di sostegno. A tal proposito Basso, consigliere di Fratelli d’Italia, è intervenuto per discutere di questo problema che riguarda tutta l’Italia, nella sua regione che è il Friuli Venezia Giulia. Egli si è espresso in maniera favorevole nei confronti dei docenti di sostegno, assunti a tempo determinato, e nei confronti degli alunni che si trovano ad affrontare il percorso scolastico, penalizzati ogni anno dal cambio di docente.
Questa mancanza di continuità didattica va ad influire negativamente, secondo le parole del consigliere, sul modo in cui l'alunno organizza il proprio lavoro e sul rapporto che si instaura tra docente e alunno diversamente abile. Dunque il consigliere ha richiesto in maniera ufficiale di concedere ai Presidi degli istituti scolastici di approvare la continuità didattica per l'anno scolastico successivo per i docenti di sostegno.
Approvata la revisione del decreto sulla continuità didattica per i supplenti
Bisogna ricordare che, in realtà, già il Consiglio dei Ministri sta lavorando in questa direzione e lo scorso 20 maggio ha confermato la revisione del decreto. Questo nuovo decreto va a modificare l’articolo 14, sulla continuità didattica ai docenti precari, e consente di avviare la continuità didattica per i precari che lavorano sul sostegno con contratto a tempo determinato fino al 30 giugno.
Ovviamente la priorità va alle cattedre da riempire con gli insegnanti a tempo indeterminato e specializzati. Si ricorda, a tal proposito, che il Tfa Sostegno 2019 permetterà a migliaia di docenti di ricoprire i posti vacanti sul sostegno. Infatti nonostante le scuole, ogni anno, abbiano la possibilità di attingere alle graduatorie incrociate di istituto per le supplenze di sostegno, non riescono sempre a ricoprire tutti i posti necessari. Dunque questa revisione apportata consentirebbe di rinnovare il contratto a tempo determinato fino al 30 giugno, anche per l’anno scolastico successivo solo per i docenti che sono specializzati e se lo richiede la famiglia dello studente interessato. Infine si fa presente a coloro che sono risultati idonei per il Tfa Sostegno, ma non sono riusciti ad entrare nel numero dei posti disponibili, che possono inoltrare la richiesta per svolgere il Tfa sostegno in altri atenei che non hanno riempito i posti, in particolare nelle università di Milano, Roma e Bergamo.