Ha preso luogo nella giornata di ieri il nuovo vertice tra Governo (per il quale ha partecipato il Vice Premier Matteo Salvini, ma anche l'ex Sottosegretario Armando Siri) e le parti sociali. Durante l'incontro si sono toccati tutti i principali temi di riforma che riguarderanno la prossima manovra, tra cui le Pensioni, la sicurezza sociale, i contratti di lavoro, l'autonomia differenziata e le politiche per il rilancio del Sud Italia.

Landini (Cgil): 'Servono convergenze'

Dopo il confronto ha fatto il punto della situazione il Segretario generale della Cgil, Maurizio Landini: "Abbiamo proposte, idee, una piattaforma unitaria con Cisl e Uil.

Rappresentiamo milioni di lavoratori, pensionati, precari, giovani e vorremmo aprire un confronto vero con il governo", spiega il sindacalista. La questione principale resta però la ricerca di convergenze in merito alla natura dei provvedimenti, visto che "il problema non è vedersi ogni tanto". Dalla Cgil si chiede quindi il rilancio delle politiche del lavoro, un forte ridimensionamento delle tasse per lavoratori e pensionati e maggiore solidarietà sulla redistribuzione della ricchezza finanziaria.

Scontro tra Conte e Salvini sulla discussione della legge di bilancio 2020

Nel pomeriggio di ieri sono giunti anche i commenti del Vice Premier Matteo Salvini, che si è detto disponibile a tenere presente le istanze avanzate durante l'incontro. "Vogliamo una Manovra molto anticipata, puntiamo a definirne i punti tra luglio e agosto, con i vostri suggerimenti" ha quindi spiegato il leader dell'ala leghista del Governo. Una risposta alla presa di posizione del Premier Giuseppe Conte, che ha ipotizzato una scorrettezza istituzionale nella discussione della Manovra con i sindacati.

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Pensioni

"Se oggi qualcuno pensa che non solo si raccolgono istanze da parte delle parti sociali, ma anticipa dettagli di quella che ritiene che debba essere la Manovra economica, si entra sul terreno della scorrettezza istituzionale" ha infatti affermato il Presidente del Consiglio, commentando l'incontro e ricordando che la LdB2020 si deve fare innanzitutto a Palazzo Chigi.

Dal Comitato Opzione Donna Social si evidenzia l'apertura per le donne

Nel frattempo dal Comitato Opzione Donna Social si commentano gli ultimi sviluppi riprendendo all'interno della bacheca del gruppo Facebook le parole del Sottosegretario Claudio Durigon in merito al confronto con le parti sociali.

"Abbiamo dato disponibilità a dei tavoli di confronto per migliorare l’uscita dal lavoro, creare delle norme che possano agevolare le donne, passando dal rinnovo di opzione donna e verificare dei miglioramenti della norma”, ha spiegato l'esponente leghista. Una posizione alla quale ha fatto seguito il commento dell'amministratrice Orietta Armiliato. "Il nostro pressing sta avendo il giusto riscontro? In effetti in questi termini nessuno dell’esecutivo si era mai espresso, dunque...".

D'Achille (Lavoro e pensioni: problemi e soluzioni): importante dividere spese assistenziali e previdenziali

Anche nel gruppo "Lavoro e Pensioni: Problemi e soluzioni" si è commentato il recente confronto del Governo con le parti sociali, in particolare rilanciando la posizione del Segretario Confederale UIL Domenico Proietti in merito alla flat tax e spiegando che da studi effettuati, se veramente si vogliono tutelare i redditi più bassi, bisogna agire sulle detrazioni d'imposta e non sulle aliquote IRPEF.

Negli scorsi giorni l'amministratore Mauro D'Achille era intervenuto anche in merito all'analisi dei dati Inps. "Ancora qualche anno, e quando le pensioni saranno interamente, o quasi, pagate con il metodo contributivo, assisteremo ad una drastica riduzione della forbice tra chi non avrà mai versato all'INPS e chi invece lo ha sempre fatto.Le avvisaglie le si possono già vedere con gli assegni di opzione donna, ma a breve gli assegni sociali saranno veramente troppo simili alle pensioni". Anche per questo "è ancor più urgente e improcrastinabile la suddivisione nel bilancio INPS tra spese assistenziali e previdenziali, al fine di bloccare sul nascere le critiche che dalla UE ci vengono poste.

Importante poi partire, per i lavoratori, da una base che non può essere zero, ma quantomeno la metà dell'assegno sociale" ha concluso l'amministratore del gruppo.

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