Lavora da quarant'anni nella Scuola e adesso, ad un mese dall'andare in pensione anticipata con la nuova misura della quota 100, ad un docente l'Inps ha negato la possibilità di uscita da lavoro. La storia arriva da Rivarolo Canavese, comune della provincia di Torino, ed è riportata nelle pagine della cronaca locale de La Repubblica: il futuro dell'insegnante, Piero, è sospeso per effetto della quota 100.

Proprio pochi giorni fa, il 7 agosto, il docente ha ricevuto la raccomandata dell'Inps nella quale vengono riportati tutti gli anni di servizio nella scuola: i contributi necessari non corrispondono a quelli attesi dal docente e, comunque, risultano insufficienti per andare in pensione anticipata con la nuova misura.

Pensioni anticipate quota 100: errori conteggi contributi per anni di servizio nella scuola

L'insegnante dell'Istituto Moro di Rivarolo Canavese, 62enne quindi in regola con il requisito anagrafico previsto dalla quota 100, afferma di lavorare da quarant'anni, soglia sufficiente per accedere alla pensione anticipata con il nuovo canale di uscita.

A meno di un mese dal pensionamento (nella scuola la pensione è fissata al 1° settembre) la mail inviata alla scuola dal provveditorato, successiva al riepilogo dei servizi inviati per raccomandata dall'Inps, certifica che il docente ha svolto in totale 37 anni e otto mesi di servizio, insufficienti per i 38 anni richiesti per la quota 100. All'insegnante non sono stati conteggiati gli anni in cui ha svolto servizio di supplenza nella scuola, dal 1981 al 1983.

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Pensioni Scuola

Anni di lavoro che al sindacato Uil avevano trovato, quantificando il totale dei contributi in più di 39 anni, ma che adesso non risultano più tra i documenti pensionistici dell'insegnante, necessari a raggiungere i requisiti contributivi previsti dalle Pensioni a quota 100.

Uscita quota 100, incertezza della misura di pensione anticipata con la crisi di Governo

Con i contributi insufficienti di quattro mesi per arrivare a 38 anni, il docente rischia di dover lavorare un anno scolastico in più per raggiungere il minimo previsto per l'uscita con la pensione a quota 100.

"Adesso la situazione non ha trovato ancora una soluzione - afferma il docente a La Repubblica - anche se il provveditorato si è attivato rimandando la documentazione dei servizi svolti nella scuola dal docente all'Inps". Tuttavia, la risposta dovrebbe pervenire entro il prossimo 31 agosto, altrimenti l'insegnante dovrà prendere servizio il 1° settembre e lavorare tutto l'anno scolastico 2019-2020.

Oltre all'incertezza sui progetti personali che l'insegnante aveva fatto andando in pensione in anticipo con quota 100, la preoccupazione di Piero è la scadenza proprio della misura di pensione introdotta quest'anno. "È vero che quota 100 è stata finanziata per tutto il triennio 2019-2021, ma se il nuovo Governo dovesse tagliare la misura e io rimango fuori, dovrei lavorare altri due anni per un errore nei conteggi dei contributi Inps".

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