Il dibattito sulle pensioni anticipate tramite quota 100 continua ad arricchirsi di nuove dichiarazioni, dopo che nella scorsa settimana si è riacceso lo scontro sui costi della misura. A far discutere in particolare sono state le proiezioni in arrivo dalla Ragioneria dello Stato, nelle quali si evidenziavano costi di lungo periodo per circa 63 miliardi di euro. Il peso corrisponderebbe quindi a circa 0,2 punti percentuali di Pil fino al 2036.

Ma la replica dei sindacati sul punto non si è fatta attendere, visto che le parti sociali considerano le proiezioni sul meccanismo di anticipo a partire dai 62 anni di età e 38 anni di contribuzione sovrastimate. Una opinione che risulta condivisa anche da Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico, secondo il quale "quota 100 è sostenibile".

Pensioni flessibili e quota 100, Damiano (PD): 'Non si possono giustificare allarmismi'

A tal proposito, l'esponente democratico ha sottolineato con alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa che "Non si possono accettare gli allarmismi ingiustificati sul costo di questa misura" senza "considerarne il basso tiraggio".

Un elemento grazie al quale vi saranno risparmi rispetto alle proiezioni iniziali corrispondenti a "parecchi miliardi". Il tutto pur considerando che lo stesso Pd da tempo ha messo in evidenza le numerose problematiche che si accompagnano alla quota 100, visto che "se fosse dipesa da noi" prosegue Damiano, "l'avremmo fatta diversa". D'altra parte, negli scorsi mesi le critiche alla scarsa inclusività dell'opzione sono state numerose.

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Pensioni Pd

Si pensi ad esempio alla difficoltà di accesso per coloro che hanno avuto una carriera discontinua e che quindi faticano a maturare i 38 anni di versamenti indispensabili per fruire dell'opzione.

L'opinione in merito al termine della sperimentazione

Stante la situazione appena descritta, il dirigente Dem ha quindi evidenziato la propria opinione circa il destino delle pensioni anticipate tramite quota 100, attualmente programmate in via sperimentale fino al 2021.

Secondo Damiano, l'opzione di flessibilità previdenziale deve essere mantenuta in essere "fino alla sua scadenza naturale". Piuttosto, se serviranno degli aggiustamenti l'ipotesi è di programmare degli interventi in merito alle finestre di accesso, purché ciò non comprometta i diritti maturati dai lavoratori nella possibilità di accedere prima alla pensione. Una constatazione che deriva anche dalla necessità di non creare nuovi esodati.

"Le persone non sono numeri da inserire freddamente in una legge di bilancio da far quadrare" ha concluso Damiano, facendo quindi un esplicito riferimento all'imminente stesura della prossima manovra.

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