Dopo l'incontro di ieri tra governo e sindacati gli occhi dei lavoratori puntano verso la presentazione della manovra di fine anno. La legge di bilancio rappresenterà infatti il banco di prova degli intenti di riforma del settore previdenziale e del welfare da parte del nuovo esecutivo giallo-rosso. Ieri il Ministro dell'Economia Roberto Gualtieri ha ribadito alle parti sociali l'intenzione di confermare sia le pensioni anticipate tramite quota 100 che il reddito di cittadinanza per il 2020, anche se non è chiaro al momento in quale forma.

Eventuali interventi correttivi non erano stati esclusi in precedenza nemmeno dal Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, la quale però riteneva possibili delle modifiche migliorative. Nella pratica al momento sarà fondamentale vedere cosa conterrà la bozza della finanziaria, anche per comprendere come evolveranno le altre ipotesi di intervento sulla flessibilità previdenziale.

Legge di bilancio 2020 e riforma delle pensioni: le date chiave da monitorare

Stante la situazione, per seguire l'evoluzione della discussione è opportuno prima di tutto conoscere quali saranno le tappe che porteranno all'approvazione della manovra entro il 31 dicembre 2019.

Il calendario dei lavori prevede che l'esecutivo presenti in parlamento la cosiddetta nadef (sigla che sta per nota di aggiornamento al documento di economia e finanza) entro il prossimo 27 settembre 2019. Successivamente sarà il turno del DpB (ovvero il documento programmatico di bilancio), che dovrà essere inviato all'attenzione della commissione europea e dell'eurogruppo entro il 15 ottobre 2019.

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Pensioni

Arriverà poi la presentazione della bozza della legge di bilancio in parlamento, per l'avvio della discussione. La scadenza è fissata in questo caso al prossimo 20 ottobre 2019. L'approvazione definitiva dell'impianto di legge dovrà infine arrivare entro il 31 dicembre 2019.

Gli interventi attesi in ambito previdenziale

Dal punto di vista della riforma previdenziale gli interventi attesi dai lavoratori sono numerosi e non riguardano solo le nuove pensioni anticipate tramite la quota 100.

Sullo sfondo resta infatti la proroga dell'APE sociale (che il governo sembra voler trasformare in misura strutturale) e della versione volontaria. Vi è poi la questione delle Pensioni anticipate tramite opzione donna, anch'esse in scadenza al termine dell'anno ed in attesa di una proroga. Mentre i lavoratori precoci chiedono da tempo l'estensione della quota 41 per tutti, attualmente limitata a chi ha lavorato almeno 12 mesi prima del diciannovesimo anno d'età e rientra nei casi di disagio previsti dal legislatore.

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