Le pensioni anticipate tramite quota 100 rischiano di essere superate dalle altre misure di flessibilità presenti nel nostro ordinamento. È questa la conclusione di un'analisi portata avanti dal Sole 24 Ore in relazione ai recenti dati comunicati dall'Inps e confermati fino allo scorso 10 settembre 2019. Nella pratica, le ultime statistiche riguardanti le richieste di pensionamento registrano innanzitutto la forte presenza di domande agevolate (rispetto ai requisiti ordinari). Queste risultano infatti oltre 165mila, contro un totale complessivo di pratiche di quiescenza corrispondenti a 341mila.

Uscite flessibili: le proiezioni sulla quota 100 ed il trend discendente

Sempre dagli ultimi aggiornamenti in arrivo dall'Inps si registra anche il forte calo di richieste riguardanti la quota 100, un provvedimento che ha visto registrare 110mila pensionamenti contro un'ipotesi governativa iniziale che rasentava le 300mila unità. In realtà, il successo dell'iniziativa appare oggi ridimensionato soprattutto rispetto ad altre misure date inizialmente per secondarie e che invece hanno continuato a riscuotere il forte interesse dei lavoratori. Basti pensare ad esempio alla pensione anticipata tramite opzione donna, che consente l'uscita dal lavoro a 58 anni di età (un anno in più in caso di lavoro autonomo) e 35 anni di contribuzione.

Oppure all'APE sociale, che consente l'uscita dall'Inps dai 63 anni di età e con 30-36 anni di versamenti. Mentre per i precoci si è confermato l'elevato riscontro della quota 41, destinata però solo a chi ha versato almeno 12 mesi di contributi prima del diciannovesimo anno di età e vive specifiche situazioni di disagio.

Pensioni anticipate 2019: i dati relativi agli assegni erogati con la Q100

Stante la situazione, i dati dell'Inps aggiornati allo scorso 10 settembre hanno messo in luce diversi aspetti interessanti riguardo l'erogazione delle pensioni anticipate tramite la quota 100.

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Pensioni

In particolare l'età media è risultata attorno ai 64 anni, quindi con un anticipo di circa 2-3 anni rispetto alla maturazione della pensione di vecchiaia (consentita al raggiungimento dei 67 anni di età). Per quanto riguarda invece gli importi erogati, si tratta di cifre mediamente elevate (nonostante l'anticipo porti ad un assegno inferiore rispetto all'ordinario). Così, la pensione media per gli uomini è di circa 2mila euro, mentre per le donne corrisponde a 1800 euro.

La distanza maggiore si vede ovviamente con coloro che hanno scelto l'opzione donna, per via del ricalcolo contributivo puro. In questo caso l'assegno medio arriva praticamente a dimezzarsi, fermandosi attorno a circa 1000 euro al mese (con un'età che però scende a 59 anni).

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