Dall'Inapi arriva un nuovo comunicato all'interno del quale si esprime la critica del sindacato in merito alle regole di funzionamento della fondazione Enasarco. Ad esprimere la necessità di un intervento urgente è la direzione nazionale del patronato ed in particolare il Presidente Domenico Cosentino, il quale ha fatto il punto della situazione e spiegato perché un intervento di modifica sulle regole previdenziali a tutela degli agenti di commercio non sia più procrastinabile.

Il peso della doppia contribuzione e le minori tutele per i lavoratori

Ad indicare la necessità di riformare il meccanismo di funzionamento dell'Enasarco vi sarebbero le peculiari regole di funzionamento del fondo complementare. Dall'Inapi si fa notare infatti che gli agenti ed i rappresentanti di commercio sono gli unici lavoratori sul territorio italiano ad avere di fatto un doppio obbligo contributivo, dovendo versare contemporaneamente alla gestione speciale dei lavoratori autonomi e all'Enasarco.

Ma questo doppio vincolo, paradossalmente, non sempre riesce a fornire maggiori tutele. Questo perché i contributi integrativi possono dare luogo ad una pensione solo con requisiti minimi di pensionamento stringenti, ovvero la maturazione di almeno 67 anni di età (65 anni per le donne) unitamente a 20 anni di versamenti. Purtroppo qualora non si maturino effettivamente tali requisiti, il lavoratore è destinato a perdere la propria contribuzione.

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A rimarcarlo è lo stesso Cosentino, il quale sottolinea nel comunicato: "chi non raggiunge i requisiti minimi, non ha diritto alla liquidazione del premio versato, ma perde tutto”.

L'Inapi chiede di rivedere le regole di funzionamento della fondazione Enasarco

Partendo da queste considerazioni, l'Inapi chiede quindi di ripensare i meccanismi di funzionamento della fondazione Enasarco. Avendo quest'ultima carattere di complementarietà rispetto ai versamenti effettuati presso l'Inps, deve infatti inquadrarsi nell'ottica dei fondi pensione tradizionali.

Per questo, secondo il Presidente Inapi, non si comprende per quale motivo "non sia lasciata libertà agli iscritti di versare la quantità di contributi o il premio che ritengono opportuno". Oltre a ciò, così come avviene già per la previdenza integrativa, l'Enasarco dovrebbe erogare una pensione complementare una volta raggiunta l'età di accesso alla pensione indipendentemente dall'anzianità contributiva e semplicemente in base ai contributi versati.

L'Inapi chiede quindi al governo di intervenire su questa annosa vicenda, in modo da porre termine alla contribuzione obbligatoria presso la fondazione e trasferendo le posizioni dei lavoratori che non hanno ancora maturato un assegno presso l'Inps.

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