Torna a parlare di Pensioni l'ex presidente dell'Inps Tito Boeri e lo fa con un articolo di analisi sul sistema previdenziale pubblicato sull'edizione odierna del quotidiano Repubblica. Una analisi approfondita soprattutto su quota 100, misura altamente negativa per Boeri, sia come costi per il sistema che per ciò che lascerà in eredità senza interventi di riforma. Per Boeri il governo Conte bis può e deve intervenire per sistemare ciò che quota 100 a combinato e propone la sua riforma, incentrata su una uscita opzionale a 63 anni aperta a tutti.

Pericolo esodati per quota 100

Particolare l'apertura dell'articolo di Boeri. "Quota 100 è la patata avvelenata che il governo Conte bis ha lasciato al sistema previdenziale", questa l'apertura dell'ex Presidente dell'Inps. Critiche pesanti alla misura che costa troppo, si rivolge ad una piccola platea di beneficiari e che presenta problematiche serie, sia che si cancelli subito come vorrebbe Italia Viva e sua se si porti la misura a scadenza come vuole il Movimento 5 Stelle.

Renzi ed il suo nuovo partito (Italia Viva) hanno promesso un emendamento alla legge di Bilancio che proporrà la cancellazione immediata di quota 100. Per Boeri però, chiudere la misura già dal 2020, esporrebbe il sistema ad un nuovo pericolo esodati. Troppe imprese hanno già avviato accordi per ridurre gli esuberi di personale, contando sulle misure di uscita anticipata vigenti, quota 100 su tutte.

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Pensioni

In pratica, ci sono lavoratori e imprese, soprattutto le grandi e soprattutto nel settore bancario, che hanno già accordi sottoscritti che prevedono licenziamenti dei dipendenti che andranno in pensione con quota 100 nel prossimo biennio. Chiudere quota 100 lascerebbe questi lavoratori senza pensione e senza lavoro per 5 anni e più, dovendo aspettare la vecchiaia o la anzianità previste dalla Fornero. Nuovi esodati quindi che sconsigliano il colpo di spugna immediato a quota 100.

Pericolo scalone 2022

Non andrebbe meglio se invece si andasse avanti fino alla scadenza della sperimentazione di quota 100. Questa è la strada del Movimento 5 Stelle che vorrebbe lasciare in pista la misura fino al 31 dicembre 2021. In questo caso non ci sarebbero esodati, ma dal 2022 si creerebbe uno scalone di 5 anni tra chi ha la fortuna di centrare 62 anni di età e 38 di contributi durante il periodo di funzione della misura e chi non la avrà.

Per gli sfortunati, ci sarebbe da lavorare o attendere 5 anni o più per arrivare alle rigide soglie delle pensioni in regine Fornero. In questo caso secondo Boeri, il governo Conte bis può intervenire con provvedimenti che annullino il problema.

Pensione a 63 anni, opzione per tutti

Boeri suggerisce un intervento normativo al governo giallorosso. Occorrerebbe dotare il sistema di una misura flessibile utilizzando il sistema di calcolo contributivo della pensione.

Secondo Boeri si dovrebbe avviare una misura che permetta la pensione a 63 anni a tutti quelli che vorranno, consci del fatto che il ricalcolo contributivo obbligatorio che la misura dovrebbe avere, significherebbe assegni più bassi. Con una misura così, non ci sarebbero ne esodati e ne scaloni. Le uscite anticipate rispetto alla Fornero ed alla chiusura di quota 100 resterebbero in campo. Molti soggetti in orbita quota 100, per via del meno favorevole calcolo dea pensione, potrebbero essere persuasi a non lasciare il lavoro, producendo risparmi in materia di spesa pubblica. Risparmi che verrebbero garantiti anche dal fatto che si pagherebbero assegni previdenziali più bassi di quelli previsti da quota 100 che non prevede il ricalcolo contributivo della pensione.

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