A Rimini, in occasione del consiglio nazionale della Cisal, la Confederazione italiana sindacati autonomi lavoratori, è arrivata una bocciatura per quelle che sono le strategie che il governo sta mettendo in campo. Il riferimento va naturalmente alla nascente legge di Bilancio per l'anno 2020 che non soddisfa il sindacato, soprattutto in tema previdenziale. A manifestare il punto di vista è stato il segretario nazionale Francesco Cavallaro che ha ribadito quelle che sono le preoccupazioni di diversi esperti, in ragione del fatto che urgerebbe una profonda riforma delle Pensioni per evitare che, nel tempo, il sistema possa diventare penalizzante e produrre, alla lunga, una popolazione sempre più vecchia e povera.

Cisal preoccupata del tema pensioni

L'insoddisfazione della Cisal riguarda in maniera particolare gli aspetti legati alle pensioni. È ormai un dato assodato il fatto che il governo vada nella direzione di portare Quota 100 ad esaurimento. Da più parti, però, si mormora che, al di là del fatto che andrà ad esaurirsi alla fine del 2021, potrebbero essere introdotte delle modifiche finalizzate ad assicurare dei risparmi per le casse dello Stato. Un orizzonte che non sembra trovare l'approvazione di Francesco Cavallaro.

Il segretario nazionale della Cisal è stato chiaro. “Per noi - ha dichiarato, secondo quanto riporta a Askanews - quota 100 non si deve toccare perché si dà almeno una opzione al cittadino per cercare di andare in pensione".

Per Cavallaro serve una riforma più ampia

Va ricordato che Quota 100 rappresenta solo una delle opzioni che consente ai lavoratori, una volta raggiunti i requisiti, di poter raggiungere il pensionamento in maniera anticipata rispetto a quelli che, in realtà, sono i paletti che sono disposti dalla Legge Fornero che continua a restare in vigore.

E questa non è che una delle preoccupazioni messe in campo da Cavallaro che ha inteso sottolineare come sarebbe utile che, al più presto, ci si attivasse per mettere in campo un impegno concreto alla ricerca di nuove soluzioni per il sistema previdenziale italiano. "Per noi - sottolinea - la vera riforma delle pensioni dovrebbe essere cominciare a smantellare la Legge Dini e poi a sua volta la Fornero.

Perché tra non molto ci accorgeremo che produrrà sempre più poveri”.

Un allarme che è destinato a far riflettere, considerato che, da tempo, si riflette sulla sostenibilità del sistema previdenziale sulla base di una popolazione che invecchia sempre di più e caratterizzata da percentuali di attività occupazionale tra i più bassi d'Europa. Le notazioni sul tema pensioni rappresentano solo una parte del giudizio riservato dalla Cisal alla manovra che viene bocciata in toto e accusata di non produrre lo sforzo necessario a contrastare il fenomeno dell'evasione fiscale.

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