L'Inps il 2 ottobre scorso ha pubblicato il messaggio n. 3568 che è molto importante per i beneficiari del reddito di cittadinanza. Il messaggio fornisce indicazioni in merito alle modalità di integrazione delle dichiarazioni di responsabilità rese dai beneficiari del reddito, ma anche della pensione di cittadinanza. Infatti le domande per chi le ha presentate a marzo, cioè non appena le due misure sono diventate attive, va aggiornata.

In seguito ai correttivi introdotti per le misure durante l'iter di conversione in legge del decreto n° 4 del 28 gennaio 2019, chi ha presentato domanda inizialmente adesso è chiamato alla rettifica. Un adempimento obbligatorio se si vuol continuare a percepire il benefit assegnato anche il prossimo mese. Infatti, in assenza di integrazione, il rischio è che il beneficio venga sospeso fino all'espletamento dell'adempimento.

Nel messaggio l'Inps specifica che occorre intervenire entro il 21 ottobre per non subire ritardi nell'erogazione della prossima mensilità di reddito o pensione di cittadinanza. Ed ecco che, al riguardo, da oggi 4 ottobre l'Inps ha avviato la procedura telematica utile ad adempiere alle integrazioni. Una procedura molto semplice che permette a tutti i beneficiari di aggiornare la domanda come richiesto, senza l'ausilio di Caf, Patronati o Professionisti abilitati.

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Si può fare tutto da soli, partendo dal messaggio o dalla email con la quale l'Inps ha segnalato al soggetto interessato, la necessità di dover intervenire. Vediamo quindi passo per passo, come aggiornare la domanda reddito di cittadinanza.

Come aggiornare la domanda reddito di cittadinanza

L'Inps sta mandando una comunicazione ai beneficiari del reddito di cittadinanza che hanno bisogno di integrare la loro istanza.

Si tratta di tutti coloro che hanno presentato domanda nel corso del mese di marzo, prima che le novità introdotte venissero recepite dall'Inps. L'Istituto ha salvaguardato questi soggetti, concedendo loro 6 mesi di regime transitorio, cioè ha preso per buone le domande presentate anche con il primo modello, poi superato da quello che lo ha sostituito. La fase transitoria è scaduta a settembre e adesso occorre intervenire, allineando il contenuto delle dichiarazioni già rese nel mese di marzo con quello previsto a regime dopo la conversione in legge del decreto.

Nel messaggio o nella email con cui l'Inps comunica tutto ciò ai beneficiari del sussidio, è riportato il link con il quale si potrà espletare l'adempimento. Un link che non richiede registrazioni o credenziali di accesso pregresse. In pratica, non occorre lo Spid piuttosto che la carta nazionale dei servizi o ancora, le credenziali di accesso ai servizi telematici Inps. Basterà cliccare sul link avuto dall'Inps, cioè "serviziweb2. inps.it/RedditoCittadinanza/ autocertificazione".

Cliccando sul link si viene indirizzati alla pagina che l'Inps ha creato appositamente per questo servizio. Bisognerà inserire il numero di protocollo della domanda di reddito di cittadinanza o di pensione di cittadinanza, il Codice fiscale del richiedente ed il codice ricevuto via sms o via email. In questo modo il sistema riconoscerà il soggetto come beneficiario della misura.

Come sottoscrivere le autocertificazioni

Dopo aver avuto l'ok dal sistema, cioè dopo che sono stati confermati come corretti, i dati inseriti, in automatico si verrà indirizzati alla pagina della sottoscrizione delle autocertificazioni, che poi sono l'oggetto dell'adempimento. Il beneficiario dovrà selezionare le caselle relative al quadro F ed al quadro G del modello di domanda oltre naturalmente a spuntare la casella relativa alla privacy. Una volta completati questi passaggi, occorrerà cliccare sul tasto sottoscrivi che se tutto è stato fatto in regola, diventerà cliccabile. Una volta completata la procedura, il sistema produrrà la schermata finale con l'esito positivo dell'aggiornamento.

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