Le lezioni sono iniziate da neanche un mese e la scuola continua a restare nel caos. Molte sono infatti le cose che ancora non vanno nonostante il cambio di governo e il conseguente cambio alla guida del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il problema degli insegnanti di sostegno mancanti, la "supplentite" e il conseguente precariato, le risorse non stanziate, Pas non ancora avviati e molto altro.

E in tutto ciò a pagarne le conseguenze sono ancora una volta il personale scolastico e gli scolari.

Proprio per questo continua incessante il pressing dei vari sindacati, e può dichiararsi aperta la stagione degli scioperi.

Le prossime date di sciopero

Il primo imminente sciopero già calendarizzato da alcune settimane è quello che si terrà in data 25 ottobre 2019. I promotori sono state le sigle sindacali Cub, Si-Cobas e Sgb.

Le motivazioni sottese sono la richiesta di aumento degli stipendi degli insegnanti (che, ricordiamo, sono tra i più bassi in Europa) e la cancellazione del precariato.

Di fresca indizione è poi lo sciopero nazionale previsto per il 12 novembre 2019. Stavolta ad averlo fortemente voluto è stato il sindacato Anief. Lo sciopero riguarderà tutto il personale scolastico, anche dunque il personale Ata.

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Politica Scuola

Sciopero del 12 novembre: precariato e stipendi ancora al centro

Stipendi e precariato sono le tematiche calde che guideranno principalmente anche lo sciopero del 12 novembre. Ma più nello specifico è il decreto salva-precari a non essere risultato soddisfacente, secondo quanto ha lasciato intendere lo stesso presidente Anief, Marcello Pacifico, non andando a risolvere le problematiche più importanti .

Lo stesso ha infatti precisato come la precarietà, uno dei problemi più gravi del mondo scolastico, non faccia altro che andare a compromettere il futuro delle nuove generazioni. La critica è dunque rivolta ad un Governo che non intende risolvere né questo dilagante problema, né quello riguardante la mancata volontà di destinare risorse alla Scuola e a chi vi lavora.

I Diplomati Magistrale

Ad essere inoltre nuovamente dimenticati sono gli insegnanti Diplomati Magistrale.

Nessun paracadute al momento è previsto per salvaguardare i contratti al 30 giugno di coloro che si trovano assunti in ruolo con riserva, e che possono vedersi da un momento all'altro depennare dalle Gae e togliere il ruolo, senza garanzia di continuità didattica sullo stesso posto ricoperto fino ad allora. L'unica "tutela" è la possibilità di reinserimento nella Seconda fascia delle Graduatorie d'Istituto (in coda), qualora sopraggiunga la sentenza di merito negativa, e la previsione (pare) di un Concorso Straordinario Bis.

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