Il via libera alla Manovra 2020, arrivato nella giornata del 24 dicembre, conferma quelle che sono le novità alle Pensioni del prossimo anno e anche del biennio successivo. Vengono confermati i requisiti già in vigore nel 2019 per le pensioni anticipate a quota 100, la proroga per un anno della sperimentazione dell'opzione donna, l'anticipo pensionistico Ape sociale e le pensioni di cittadinanza, ad essi si aggiunge il blocco dell'età di uscita della pensione di vecchiaia che rimarrà ferma a 67 anni anche nei prossimi tre anni, in attesa di ulteriori aumenti del requisito anagrafico a partire dal 2023.

Il testo della Manovra, dunque, non apporta correttivi all'ufficializzazione dei 67 anni di uscita anche per il 2020, 2021 e 2022 che era arrivata già dalla pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale, del decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze nel quale si legge: "A decorrere dal 1° gennaio 2020 i requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia non sono ulteriormente incrementati".

Pensioni, blocco requisiti anticipata, quota 100 e vecchiaia: nel 2020 in uscita i nati nel 1953

Pertanto, anche a partire dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2022, il requisito anagrafico delle pensioni di vecchiaia rimarrà fermo a 67 anni unitamente ad un numero di anni di contributi versati pari ad almeno venti.

Lo stop all'adeguamento dell'età di uscita rispetto all'aspettativa di vita era stato determinato dal Ministero dell'Economia in seguito alla Nota del Presidente dell'Istat che aveva comunicato un'aspettativa di vita, a partire dai 65 anni, pari a 0,021 decimi di anni. Il dato, riportato in dodicesimi di anni, corrisponde ad una variazione di 0,025: un valore troppo basso, tendente allo zero, tale da far decidere il Ministero dell'Economia per la non applicazione di alcun aumento dei requisiti delle pensioni.

Sulla base del valore rilevato, nel 2020 andranno in pensione i lavoratori che siano nati nel 1953, mentre nel biennio successivo si arriverà alle pensioni dei lavoratori la cui data di nascita ricada entro la fine dell'anno 1955.

Età uscita pensioni, ultime novità oggi: dal 2019 al 2022 a 67 anni, poi aumenta a 67,3

Più precisamente, valutando i requisiti per le pensioni del prossimo anno, nel 2020 andranno in pensione i nati nell'anno 1953 che, proprio nei prossimi dodici mesi, matureranno il requisito anagrafico dei 67 anni.

Rimanendo ferma l'età dei 67 anni anche nel 2021 e nel 2022, le pensioni di vecchiaia interesseranno, rispettivamente, i nati nel 1954 e 1955, registrando per i nati nel 1956 probabili aumenti del requisito anagrafico. Infatti, dalle prime proiezioni dell'aspettativa di vita, nel biennio 2023-2024 l'età della pensione di vecchiaia dovrebbe aumentare a 67 anni e tre mesi, restringendo la possibilità di andare in pensione ai nati entro il 30 settembre (e non più entro dicembre) del 1956 per le uscite del 2023 ed ai nati entro fine settembre del 1957 per le nuove pensioni del 2024.

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