Con la ripresa dei lavori dopo la pausa delle festività natalizie e di inizio anno torna a palesarsi una possibile spending reviews da parte del governo, con l'obiettivo di reperire circa 15 miliardi di euro. I dossier sui quali i tecnici sarebbero già al lavoro sono quattro: una rimodulazione dell'IVA, il riordino di detrazioni e deduzioni, una nuova spending review e l'utilizzazione dei risparmi derivanti dalle pensioni anticipate tramite quota 100. Assieme a queste opzioni d'intervento, vi sarebbe poi anche la questione della riforma dell'Irpef, oltre che del taglio del cuneo fiscale.

Insomma, i capitoli da affrontare in questo inizio del 2020 appaiono già moltissimi, ma l'obiettivo finale è uno solo: garantire la continuità delle prestazioni offerte dallo Stato migliorando contemporaneamente la situazione dei conti pubblici.

I risparmi realizzabili sulle pensioni anticipate tramite la quota 100

Tra le possibili aree di risparmio più discusse vi sono i mancati accessi alla pensione anticipata tramite la quota 100, sui quali si contano già i circa 1,7 miliardi di euro che erano stati stimati nello scorso mese di settembre da parte dei tecnici all'interno della Nota di aggiornamento al DEF.

Altri 300 miliardi di risparmi sono stati previsti all'interno della legge di bilancio 2020, con il risultato che le sopravvenienze complessive per questo capitolo dovrebbero attestarsi attorno ai 2 miliardi di euro. A queste dovrebbero poi aggiungersi nuovi risparmi per il 2021, che secondo le ultime stime dell'Inps potrebbero apportare ulteriori 2,6 miliardi di euro. Complessivamente, si potrebbe arrivare a sfiorare nel biennio i 5 miliardi di euro, ma su tale stima pesa l'incognita dei ritardatari.

Molti lavoratori potrebbero infatti decidere di dare seguito all'opzione di quiescenza proprio verso la scadenza, soprattutto nel caso in cui questa non sia estesa o qualora non venga approvato un meccanismo simile di prepensionamento dal 2022 (cioè al termine della scadenza della sperimentazione).

La possibile rimodulazione dell'IVA

Come già anticipato, per raggiungere un budget potenziale di 15 miliardi di euro, oltre a beneficiare dei risparmi derivanti dalla quota 100 sarà necessario anche rimettere mano alle cosiddette tax expenditures.

Il gergo tecnico fa riferimento alle detrazioni e deduzioni, che potrebbero essere rimodulate andando a ridurre i relativi vantaggi per i redditi più alti. Ma tra i temi caldi resta ancora una volta da sciogliere il nodo dell'IVA, sulla quale si cerca una ricalibrazione. In particolare si ipotizza di spostare il peso di alcune aliquote sui beni di consumo considerabili di lusso, per abbassare invece quelle dei beni indispensabili. Una strada che sembra ineludibile poiché diversamente si renderebbe necessario introdurre nuove tasse a balzelli, con inevitabili effetti regressivi sui consumi.

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