Entra nel vivo con il terzo incontro dedicato alla flessibilità in uscita il tavolo di confronto tra il governo giallorosso e i sindacati sulla riforma delle Pensioni. "E’ necessaria – ha dichiarato oggi il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli a margine dell’incontro con l’esecutivo - una vera riforma del sistema previdenziale”. L’obiettivo della revisione del sistema previdenziale deve essere quello di “superare strutturalmente e definitivamente – ha sottolineato il dirigente sindacale - la legge Fornero”.

Pensioni, confronto tra esecutivo e parti sociali entra nel vivo

La proposta della Cgil e degli altri sindacati più rappresentativi in materia di flessibilità in uscita dal lavoro è quella che prevede di garantire a tutti l’accesso al trattamento previdenziale dopo i 62 anni e l’introduzione della cosiddetta Quota 41 per i lavoratori precoci “senza – ha spiegato Ghiselli - alcun ricalcolo contributivo”.

Nella piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil anche la proposta di tenere in considerazione, per quanto riguarda la previdenza, dei lavoratori precoci e discontinui, di quelli usuranti e gravosi e misure a sostegno delle donne oltre che la pensione di garanzia per i giovani, tema dal quale il 3 febbraio scorso è partita la discussione sulla riforma delle pensioni.

Oggi si è discusso di più flessibilità per l’accesso alle pensioni

In linea generale l’esecutivo sembra condividere le proposte contenute nella piattaforma unitaria delle organizzazioni sindacali più rappresentative - Cgil, Cisl e Uil – guidate da Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, ma ovviamente si dovranno fare i conti con le coperture finanziarie e, al di là dei buoni propositi, non sarà certamente una missione facile.

“Il governo – ha sottolineato oggi Ghiselli dopo l’incontro al ministero del Lavoro - si è preso l'impegno di stimare e valutare le nostre proposte”. I sindacati, dunque, restano adesso in attesa di capire quali saranno i provvedimenti che l’esecutivo metterà sul tavolo e, soprattutto, quante risorse intende stanziare.

“La nostra proposta – ha detto il segretario confederale della Cgil - è economicamente sostenibile”. I sindacati, durante l’incontro di oggi, hanno ribadito il loro no all’ipotesi del ricalcolo interamente contributivo perché, secondo quanto dimostrerebbero delle simulazioni, il rischio è che possa pesare molto sulle pensioni future con tagli sino al 30% degli assegni.

Mef, Misiani: ‘Con sì dei sindacati togliamo le pensioni Quota 100’

Intanto, il governo sta già lavorando per la sostituzione della Quota 100, la formula sperimentale introdotta dal governo gialloverde che consente l’accesso al trattamento previdenziale a partire da 62 anni con 38 anni di anzianità contributiva. “Se troveremo l'accordo con i sindacati - ha detto Antonio Misiani, viceministro Pd dell'Economia in un’intervista pubblicata oggi su La Repubblica - Quota 100 sarà sostituita da un meccanismo più equo e – ha sottolineato - meno costoso". Contrario questa ipotesi si dichiara il sindacato Ugl. "Toccare Quota 100 in corso d'opera - ha affermato oggi il segretario confederale Ugl Fiovo Bitti - sarebbe un grave errore, perché – ha sottolineato - è con questa misura che si è ridata flessibilità al sistema pensionistico”.

Il tavolo di confronto tra governo e sindacati si riunirà altre volte nei prossimi giorni e poi a marzo, probabilmente dopo aver trovato un accordo di massima, si farà una verifica politica. Successivamente il piano di riforma delle pensioni dovrebbe trovare spazio nella nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza.

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