Quanto può convenire riscattare la laurea per andare in pensione anticipata, risparmiando anni di lavoro e incrementando l'importo della pensione futura? A questa domanda ha risposto "Il Sole 24 Ore" prendendo in esame il caso di un lavoratore, oggi 42 enne essendo nato nel maggio del 1977, con quattro anni di corso di laurea terminati nel 2002, indeciso se riscattarli o meno in vista di vantaggi futuri sulla pensione.

È utile precisare che il lettore rientra nel sistema contributivo avendo iniziato a lavorare, come dipendente, il 1° novembre del 2002 fino al 10 dicembre 2004 e avendo un buco nel versamento dei contributi dall'11 dicembre dello stesso anno fino al 7 maggio del 2006.

A partire da questa data, il contribuente ha ricominciato a lavorare, ininterrottamente, fino ad oggi.

Pensione anticipata con riscatto laurea: uscita alternativa alla pensione vecchiaia

È utile, per rispondere al quesito del lavoratore, far riferimento alla simulazione fatta dall'Inps sulle modalità di uscita per la pensione futura, eventualmente prendendo in considerazione anche la modalità di pensione anticipata prevista per i lavoratori del meccanismo contributivo (che abbiano iniziato a lavorare e versare contributivi successivamente al 31 dicembre 1995) con possibilità di lasciare il lavoro all'età di 64 anni unitamente ad almeno 20 anni di versamenti e una pensione futura di almeno 2,8 volte l'importo della sociale.

Secondo la simulazione dell'Inps, con 801 settimane di lavoro calcolati al 31 agosto del 2019, la pensione di vecchiaia del lavoratore arriverà il 1° settembre del 2046 (all'età di uscita a 69 anni e tre mesi, considerando gli adeguamenti delle pensioni di vecchiaia alla speranza di vita entro il 2046) con un importo mensile della pensione pari a 3.696 euro lordi. Tuttavia, è necessario considerare che le simulazioni fatte dal sito dell'Inps sono quelle più ottimistiche e, sicuramente, non in linea con l'andamento dell'economia italiana al giorno d'oggi.

Infatti, l'Inps calcola una crescita del P.i.l. dell'1,5 per cento annuo, con un incremento del reddito all'anno (corrispondente allo stipendio del lavoratore) pari all'1,5 per cento medio (attualmente è del 3 per cento).

Pensione anticipata, uscita a 64 anni: vantaggi e oneri del riscatto laurea

Quali vantaggi potrebbe comportare sulla pensione futura e sulla possibilità di uscita anticipata del richiedente il riscatto della laurea considerando che gli studi rientrano nel sistema contributivo e, quindi, le spese per il riscatto ammontano a 5.260 euro (pari a 21.040 euro per i quattro anni di corso)?

Un primo vantaggio è la possibilità di poter ammortizzare la spesa per il riscatto della laurea fino a 120 mesi (10 anni) deducendo gli oneri con un'aliquota attuale del 38 per cento.

In secondo luogo, è necessario considerare i possibili vantaggi dell'uscita anticipata con il riscatto della laurea. Ricadendo nel sistema contributivo, il lavoratore potrebbe andare in pensione anticipata (anziché andare in pensione di vecchiaia nel 2046) alla maturazione dei 64 anni, presumibilmente nel luglio del 2043 (considerando che il requisito anagrafico è soggetto agli aggiornamenti dell'aspettativa di vita al pari della pensione di vecchiaia) e con almeno 20 anni di contributi.

Di quanto aumenta la pensione con uscita anticipata e riscatto laurea

Il riscatto della laurea, in questo caso, non avrebbe dei benefici sull'altra formula di pensione anticipata, quella conseguibile alla maturazione dei 42 anni e dieci mesi di contributi. Infatti, la decorrenza della pensione anticipata non muterebbe, in quanto il lavoratore non riuscirebbe ad accedere con il requisito contributivo dei 42,10 prima della pensione anticipata contributiva dei 64 anni (prevista per il 2043). Quest'ultima, pertanto, costituirebbe la prima data utile di uscita dal lavoro per il richiedente il quale, tuttavia, potrebbe puntare al riscatto della laurea per incrementare l'importo della pensione futura.

Infatti, come studiato dagli esperti di pensione del quotidiano economico, a fronte dell'esborso di oltre 21 mila euro per riscattare i quattro anni universitari, il beneficio sul mensile di pensione sarebbe pari a 1.605 euro lordi reali all'anno. L'incremento della pensione deriva da un calcolo estremamente ottimistico dei parametri presi in considerazione dall'Inps: si suppone, infatti, un P.i.l. in crescita annua dell'1,5 per cento, un tasso di inflazione del 2 per cento ed un coefficiente di trasformazione (in discesa per ogni biennio da qui all'uscita del 2043) pari a 5,419 in corrispondenza dell'età di uscita di poco più di 66 anni del 2043.

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