Il tema Pensioni è al centro dei pensieri del Governo. Il Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo ed il Presidente dell'Inps, Pasquale Tridico hanno già lasciato immaginare che, in un prossimo futuro, potrebbero esserci novità sostanziali in tema previdenziale, addirittura con una riforma generale. In attesa che i tavoli tecnici partoriscano proposte definitive, la norma principale che resta in vigore è quella che porta il nome di Elsa Fornero. La professoressa, ex Ministro del Lavoro del governo Monti, in un'intervista rilasciata a formiche.net, ha avuto modo di rinnovare il suo pensiero critico nei confronti di Quota 100, destinata ad andare ad esaurimento alla fine del 2021.

A ciò ha aggiunto un ulteriore parere negativo sulla possibilità che si possa uscire dalla misura che ha definito quasi una "trappola" consentendo l'uscita da lavoro a 62 anni.

Pensioni: Quota 100 considerata trappola

Quota 100 è stata una misura voluta da Lega e Movimento 5 Stelle. Il Governo Pd-M5S ha scelto di farla andare in esaurimento alla sua naturale scadenza a fine 2021. Questo si traduce nel fatto che, a partire dal 2022, si produrrà il così detto effetto scalone. Chi avrà 62 anni in quella data, rispetto ai coetanei di un anno prima, potrebbe essere costretto a lavorare cinque anni in più per la fine della finestra d'uscita rappresentata dalla misura opzionale ormai esaurita.

"Lo scalone è - ha detto Elsa Fornero - un’inevitabile conseguenza della Quota 100 che è stata messa lì, diciamocelo, per intrappolare anche le decisioni di chi viene dopo". L'ex Ministro ha criticato il fatto che abbia consentito pensionamenti in età relativamente giovane senza alcun tipo di penalizzazione rispetto alla contribuzione. La professoressa sembra auspicare che il governo non ceda alle pressioni dei sindacati, ma piuttosto che già a partire dal 2021 possa essere ritardata di sei mesi la possibilità di aderire a Quota 100 in modo da dare un segnale in una certa direzione.

Fornero contraria a proposte dei sindacati

Elsa Fornero sui sindacati che auspicherebbero un'uscita a 62 anni per tutti è chiara: "Sembrano essere tornati all’epoca dell’aspirazione della pensione di anzianità che, prima della nostra riforma, era la loro indicazione preferita".

A preoccupare la professoressa, in vista di un possibile pensionamento all'età indicata, è la situazione generale dell'Italia: "Siamo un Paese con una crescita praticamente assente e fortemente indebitato".

Alla luce di ciò non fa mistero del fatto che preferirebbe spendere i 20 miliardi stimati per sostenere i costi di una prospettiva simile in ambiti magari dedicati ai giovani.

"Mandare - ha aggiunto - in pensione le persone a 62 anni vuol dire farne dei futuri poveri". Elsa Fornero, inoltre, non ha mancato di mettere bene in chiaro il fatto che i pensionamenti anticipati che avvengono senza penalizzazioni tangibili o con penalizzazioni basse ha quasi sempre la caratteristica di essere a carico della collettività.

In attesa di capire quello che potrà essere il binario su cui il governo e le parti sociali vorranno muoversi per riformare il sistema pensionistico ed evitare lo scalone del 2022, l'opinione dell'ex Ministro Fornero risulta piuttosto chiaro.

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