Il futuro delle Pensioni è stato un tema trattato da Alberto Brambilla nel corso di un'intervista a La Verità. L'esperto di previdenza e già consulente della Lega, oggi presidente del Centro studi e ricerche Itinerari previdenziali, ha sollevato il rischio che possa essere messa in atto una riforma particolarmente dura del sistema pensionistico.

Pensioni: per Brambilla la spesa è inferiore di quel che si crede

Brambilla, in passato, è stato vicino alla Lega. Questo, però, non gli impedisce di manifestare qualche perplessità su Quota 100, misura voluta dal Carroccio e dal M5s. A non convincerlo, però, c'è l'atteggiamento del governo rispetto al fatto che non avrebbe smentito il sorpasso delle pensioni sui lavoratori occupati.

A suo dire sarebbero i trattamenti ad essere più delle retribuzioni e questo dipenderebbe dal fatto che ve ne sarebbero più di uno per ciascun individuo.

Quello che non gli va giù sono le mancate rassicurazioni ad un'Europa che pone la lente d'ingrandimento sul sistema previdenziale italiano, come potenziale fonte dei conti in disordine del Paese. "La spesa per le pensioni - tuona Brambilla - non c'entra quasi nulla, ma la ministra Nunzia Catalfo tace ed il Pd spinge per cancellare Quota 100". Per quest'ultima misura l'esperto è chiaro: "A dire il vero non è tecnicamente impeccabile".

La pratica dell'assistenzialismo, inoltre, non convince Brambilla. Inevitabilmente persino la sostenibilità del sistema previdenziale viene messa in discussione.

"Se - evidenzia - quei 4 miliardi al mese venissero investiti nei cantieri e si creassero posti di lavoro l'argomento pensioni perderebbe qualsiasi forza propagandistica".

Brambilla, inoltre, ci tiene a precisare che è sbagliato stimare la spesa previdenziale in 297 miliardi. A suo avviso corrisponderebbe a soli 155 miliardi, poiché dal monte andrebbero sgravati una serie di trattamenti non pensionistici e soprattutto le tasse che si pagano sugli assegni mensili lordi.

Brambilla teme una Fornero ancora più dura

In attesa di capire come si evolveranno le cose, c'è attesa per capire in che modo potrà cambiare il sistema delle pensioni. Prima dell'esplosione Covid il governo stava già pensando ad una riforma globale del sistema che superasse la Fornero ed evitasse il così detto effetto scalone derivante dall'esaurimento di Quota 100 nel 2022.

"Io - puntualizza - penso che dovremmo premiare chi resta a lavoro più a lungo. Con l'allora ministro Roberto Maroni facemmo il super bonus e sarebbe ora di riprovarci. Ma non si può pure penalizzare chi vuole andarsene. Invece mi pare sia in arrivo una Forneo bis ancora più dura". Un concetto che richiama la legge previdenziale in vigore, che allontanò i termini per raggiungere la pensione e fu frutto dell'austerità ritenuta necessaria dal governo Monti per evitare il default del Paese.

La ricetta vincente, però, secondo Brambilla è solo una: "smettere di giocare con le pensioni e creare occupazione". L'assistenzialismo secondo Brambilla è quasi un mostro da abbattere". Non resta che attendere per capire cosa accadrà nel momento in cui nell'agenda del governo arriverà lo scottante tema pensioni.

In tanti attendono di capire come si evolveranno le cose su un tema che resta anche oggetto di dibattito politico.

Segui la pagina Pensioni
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!