Pensioni, a partire dal corrente mese di gennaio chi uscirà da lavoro riceverà un assegno più basso rispetto a chi è andato in pensione nel 2020, a parità di età di uscita e di contributi versati. È quanto prevede il meccanismo di calcolo della pensione basata sui coefficienti di trasformazione, rivisti al ribasso per il biennio 2021-2022. Gli effetti sono presto calcolati: una nuova pensione di circa 2.000 euro lordi mensili del 2021, ottenuta rimanendo sul lavoro fino ai 67 anni di età, subirà un taglio di circa 10 euro mensili, corrispondenti a 136 euro su base annuale, rispetto a chi è andato in pensione alla stessa età e a parità di montante contributivo solo qualche giorno fa.

Uscita pensioni anticipate e di vecchiaia al ribasso nel 2021 rispetto al 2020

I calcoli sulle nuove pensioni del 2021 sono stati fatti dal sindacato Uil, il cui segretario Domenico Proietti ammonisce sul sistema dei coefficienti derivante dalla riforma delle pensioni di Dini. "L'attuale meccanismo - obietta il segretario - è penalizzante per i lavoratori e disincentiva la permanenza a lavoro. Rimandando l'accesso pensione - continua Proietti - si incorre nel rischio di vedere il proprio montante contributivo calcolato con coefficienti più bassi". E, infatti, i coefficienti di trasformazione del 2021, legati alla speranza di vita, sono al ribasso rispetto a quelli in vigore nel precedente biennio. A chi nel 2021 andrà in pensione di vecchiaia a 67 anni con il sistema contributivo, verrà applicato un coefficiente pari a 0,05575 rispetto allo 0,05604 del 2020.

La riduzione del coefficiente genera una perdita annua di 136 euro su un assegno di 2.000 euro lordi mensili. L'uscita a 65 anni con una delle formule di pensione anticipata equivale all'applicazione di un coefficiente di rivalutazione del montante contributivo pari a 0,05220 invece dello 0,05245 applicato fino al 31 dicembre scorso. Per pensioni più basse, intorno ai 1.500 euro lordi, l'uscita a 67 anni nel 2021 produce una perdita annuale di 101 euro, con il passaggio di una pensione annuale di 19.614 del 2020 a un assegno di 19.513 del 2021, mentre per le pensioni più alte, intorno ai 2.500 euro lordi annui, la perdita stimata è di 170 euro.

Pensioni anticipate: quanto si perde di pensione con uscita a quota 100

I coefficienti per il calcolo delle pensioni variano, tuttavia, non solo in base all'età di uscita dal lavoro, ma anche dal meccanismo previdenziale applicato. Il sistema misto rispetto al contributivo, grazie ai 18 anni di contributi richiesti nel meccanismo retributivo entro la fine del 1995, riduce la perdita dell'assegno derivante dagli indici al ribasso per il calcolo delle pensioni.

Tuttavia, per le pensioni anticipate, molte delle quali ormai calcolate con il sistema contributivo, l'uscita prima determina una perdita rispetto al 2020 più contenuta, anche se il coefficiente applicato poco dopo i 60 anni è sicuramente più basso rispetto a quello delle pensioni di vecchiaia dei 67 anni. Pertanto, chi nel 2021 andrà in pensione a 62 anni, ad esempio con la quota 100, su un assegno lordo mensile di 1.500 euro perderà 70 euro all'anno. Per mensili più alti si perdono 94 euro su pensioni di 2.000 euro e 117 per quelle di 2.500 euro.

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