La situazione di circa tredicimila dipendenti pubblici del Friuli Venezia Giulia si trova attualmente in una fase di stallo inatteso. La sezione regionale di controllo della Corte dei conti ha infatti congelato la certificazione del rinnovo del contratto collettivo 2022-2024, un accordo cruciale destinato al personale della Regione e degli Enti locali, collettivamente noto come Comparto unico. Questo passaggio istituzionale chiave ha di fatto bloccato l'erogazione degli aumenti salariali e degli arretrati che erano attesi con impazienza nei cedolini dei prossimi mesi, generando incertezza tra i lavoratori.
Dettagli dell'accordo e numeri coinvolti
L'accordo in questione, siglato nei mesi scorsi dopo lunghe e complesse trattative che si sono protratte per oltre due anni tra l'amministrazione regionale e le principali sigle sindacali di categoria, coinvolge una vasta platea di tredicimila lavoratori. Questi includono i dipendenti regionali, il personale dei 240 comuni del territorio, i giornalisti degli uffici stampa pubblici, gli operatori della Protezione civile, il personale della sanità, dei consorzi, delle aziende per i servizi alla persona, oltre agli agenti della polizia locale e al corpo forestale. Il pacchetto economico complessivo previsto da questo rinnovo era di notevole entità, superando i 57 milioni di euro.
Tale somma era destinata a finanziare incrementi dello stipendio base, che variavano da 114 a 180 euro lordi mensili, a seconda delle specifiche categorie professionali di appartenenza. A questi incrementi si aggiungeva l'importante voce degli arretrati, stimati in 6mila euro lordi per ciascun lavoratore, e una serie di ulteriori misure di welfare integrativo, tra cui spiccavano gli 800 euro annui esentasse dedicati al welfare aziendale.
Le novità contrattuali e il ruolo della Corte dei conti
Il rinnovo contrattuale introduceva anche diverse novità significative volte a migliorare le condizioni lavorative e la gestione del personale. Tra queste, spicca l'introduzione di 20 ore annue di permesso retribuito, specificamente pensate per i tutori di minori stranieri non accompagnati, una misura che risponde a esigenze sociali emergenti.
Un'altra innovazione rilevante è la creazione della figura del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, un passo avanti nella tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro. Inoltre, l'ordinamento professionale è stato oggetto di una profonda revisione, con l'eliminazione delle tradizionali categorie A, B, C e D. L'obiettivo di questa riforma è quello di favorire le progressioni di carriera, valorizzando in modo più efficace l'esperienza e le competenze maturate sul campo, anche in assenza di titoli accademici specifici. Tuttavia, per quanto riguarda il personale della polizia locale e del corpo forestale, alcune questioni relative a questo nuovo ordinamento restano ancora da definire e saranno oggetto di un apposito tavolo tecnico che si riunirà a breve.
Il rinnovo contrattuale, che la Cgil aveva prontamente definito come un «grande successo sindacale» al momento della sua firma, si trova ora in una fase di attesa critica. La sua piena attuazione dipende infatti dalla definitiva certificazione da parte della Corte dei conti, l'organo che ha il compito di valutare attentamente la sostenibilità economica complessiva dell'accordo prima di concedere il via libera all'erogazione degli attesi aumenti e degli arretrati.