Diario di una blaster all'Expo. E sarà "l'Expo che non ti aspetti" quello che proveremo a raccontarvi in questa settimana, i padiglioni meno sponsorizzati, che contengono i veri "tesori nascosti" di Expo Milano 2015. Il nostro viaggio oggi, passaporto Expo alla mano (al costo di 5 euro, davvero una simpatica idea!), è cominciato in Belgio. Da un continente all'altro passando per il Sudan, il Nepal e l'Irlanda fino al Bahrain con una piccola sosta a base di birra in Repubblica Ceca e in Corea.

Paesi lontani migliaia di chilometri l'uno dall'altro, uniti dalla "tavola, teatro del mondo", vera filosofia di Expo Milano 2015.

"La tavola è luogo antico di unità, coesione, scambio alla pari. Lì dove le terre s'incontrano, è in scena la condivisione" si legge nel Pavilion Zero ed ecco allora che in Belgio le birre e le patatine fritte si mescolano al cioccolato, preparato live dai Matre Chocolatier Lionel Focant e Stephane Vandeparre.

Ma Expo non è soltanto cibo e sostenibilità, è anche storia e folklore: ed è proprio in Belgio, che abbiamo assistito allo spettacolo dei trampolieri di Namur, che dal 1411 affascinano re ed imperatori, da Carlo V a Napoleone. E il ritmo coinvolgente dei tamburi ha scandito il combattimento tra i Melans con i loro trampoli gialli e neri, e gli "Avresses" sui loro trampoli rossi e bianchi.

Repubblica Ceca: una scoperta

Ma la vera scoperta è il padiglione della Repubblica Ceca e non soltanto perché ieri si celebrava la città di Pilsen, la "città della birra" della Boemia Occidentale nonché Capitale della cultura 2015, ma perché all'interno sostenibilità e tradizione, arte contemporanea e un panorama mozzafiato si coniugano perfettamente lasciando il visitatore incantato.

Un padiglione avveniristico realizzato da giovani architetti; all'esterno si è accolti da un'ampia piscina con sdraio e palloni gonfiabili, all'interno invece "Il laboratorio del silenzio" -con un sistema di telecamere- permette finanche di vedere la struttura molecolare delle piante.

Angola, che meraviglia

E poi l'Angola. Il padiglione del Paese africano merita indubbiamente un capitolo a parte; oltre ad essere architettonicamente uno tra i più belli essendo realizzato interamente in legno su quattro piani con piante e fiori, la fanno da padrona la terrazza ristorante e le tante luci, musiche e colori, che si diffondono nell'aria. Si respira l'Africa con tutte le sue contraddizioni, ma Expo è proprio questo… e per ora ci piace!

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