Molti automobilisti, per risparmiare, scelgono il Gpl in alternativa ai carburanti tradizionali. Ma se i prezzi i benzina e gasolio stanno ultimamente registrando incredibili aumenti (anche a causa dell’innalzamento della tassazione operato dal governo), anche quelli del gas in questione “tengono il passo”, andando ad incidere in misura sempre maggiore sulle tasche degli automobilisti. A denunciare la situazione è Federconsumatori, secondo la quale i rincari nell’ultimo anno sono stati notevoli.

In particolare, facendo un confronto con i costi registrati a novembre 2011 (quando il Gpl si attestava a 0,73 Euro al litro) il rincaro è stato di +14 centesimi (calcolo che tiene conto delle variazioni, seppur lievi, delle quotazioni del petrolio e delle variazioni del cambio euro – dollaro).

Ipotizzando un consumo di Gpl pari a quello di 2 pieni di benzina al mese (ricordiamo infatti che il GPL ha una resa dell’80% rispetto alla benzina), per un automobilista alla guida di una vettura alimentata con tale carburante le ricadute sono pari a +202 euro annui.

Solo parte di tale aumento, pari a 44 euro, vanno all’Erario, a causa della maggiore tassazione, mentre i restanti 158 Euro vanno alla filiera petrolifera. “È evidente, quindi, la necessità di avviare un serio piano di controlli e verifiche sull’andamento dei costi di tale carburante, che sembra soggetto alle stesse logiche speculative che, purtroppo, da anni affliggono la determinazione dei prezzi di benzina e gasolio” dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti di Federconsumatori.