Quella che fino a qualche anno fa sembrava un'utopiapotrebbe diventare presto realtà, i motori diesel co-alimentati a metanosembrano essere la nuova frontiera del carburante. In questa direzione si sonomosse le ricerche di Landi Renzo (nota azienda che produce impianti a Gpl eMetano) ed Ecomotive Solution di Serralunga che hanno messo a punto dei kit dialimentazione metano-diesel, una tecnologia che nel mercato asiatico è diffusada oltre un decennio e che in Italia solo ora si sta affacciando timidamente.

La conversione porterebbe una diminuzione dei costi del carburante, si parla diun risparmio medio del 30%,oltre che una netta riduzione delle emissioniinquinanti dei veicoli ,con le emissioni di CO2 che si riducono del60% e di ossidi di azoto del 15%; ideale per chi percorre tanti chilometrisoprattutto per lavoro o per chi ha un vecchio veicolo diesel e non puòcambiarlo per mancanza di risorse.

Data la netta riduzione delle emissioniinquinanti, anche se il sistema non è ancora riconosciuto a livello statale, alcuneamministrazioni locali potrebbero vararlo e adottarlo. Dal punto di vistatecnico i kit differiscono poco dai "tradizionali" impianti a metano montatisui motori benzina, i componenti sono gli stessi ma data l'assenza di candele èil gasolio stesso a innestare la combustione, quindi non si può parlare dibi-fuel ma di "dual fuel" ovvero un'alimentazione combinata tra diesel e metanoa rapporti variabili.

Al momento siamo ancora in una fase sperimentale e dunquequesti kit sono riservati solo ad alcuni motori e il costo è quantomeno elevato,tra i 2.000 e i 3.000 euro in base alle opzioni e alle bombole scelte.