L'uso delle alghe è largamente diffuso in diversi settori:dalla cosmesi, alla cucina, dall'erboristeria alla farmacia, gli ambiti in cuiquesto vegetale si ritrova, sono davvero numerosi. Organismi viventi dalla struttura semplicissima, tra leprime forme viventi sulla terra, oggi le alghe sono al centro degli studi anchenell'industria dei carburanti.

Le ultime notizie a riguardo arrivano dagli Stati Uniti dove si haintenzione di avviare un piano industriale, nella costa del Golfo americana,per produrre biocarburanti dalle alghe.

La Green Car Reports ha dichiarato che nell'areasuddetta vi sarebbero le condizioni ottimali per dare vita a questa forma diattività, che, secondo le stime, produrrebbe almeno 95 milioni di litri dibiocarburante dalle alghe, un ritmo che permetterebbe di generare in unmese il fabbisogno Usa di un anno.

Le alghe crescono e vivono incondizioni ottimali nelle aree ricche di acqua e scaldate dai raggi del sole,per cui le zone calde e umide si rivelano il loro ambiente ideale. La Costa del Golfo degli StatiUniti si rivela, per questi motivi, un ambiente perfetto vista l'abbondanza diacqua. "La costa del Golfo offre una buona combinazione di temperature calde,bassa evaporazione, l'accesso a una grande varietà di acqua, e molti impiantidi elaborazione del carburante", ha affermato Mark Wigmosta idrologo, leaderdel team che ha condotto lo studio.

Vantaggi e svantaggi

Un carburante a base di alghe, come tutti i biocombustibili, è molto più vicino al livello "zero emissioni" di carbonio, rispetto al petrolio estratto nelle profondità della terra.

Quindi, in primo luogo c'è da registrare un abbattimento significativo delle emissioni di Co2 nell'atmosfera che, come è stato recentemente sottolineato, ha raggiunto soglie elevatissime, uguali a quelle sfiorate milioni di anni fa quando la temperatura della terra era molto più alta di quella attuale.

Tuttavia, vi sono anche molteplici ostacoli da superare. Come ha dichiarato Wigmosta "i biocarburanti algali possano essere parte della soluzione ai nostri bisogni energetici, ma di certo non sono la soluzione a tutto". Il problema più grande secondo l'esperto, è relativo ai costi di produzione, nettamente elevati rispetto a quelli del petrolio. Un esempio? E'stato calcolato che il combustibile prodotto con alghe sfrutterebbe una quantità di acqua maggiore dei processi industriali per sfruttare l'energia da petrolio, vento, luce del sole.

Per produrre 25 miliardi di galloni di olio di alghe, si stima che il processo annualmente richiederebbe l'equivalente di circa un quarto della quantità di acqua che viene attualmente usata ogni anno negli Stati Uniti per l'agricoltura.