Una sentenza della Cassazione ha stabilito che la durata del giallo al semaforo può essere abbassata a 3 secondi. Il pronunciamento fa seguito al ricorso per una multa comminata a seguito di un passaggio troppo rapido dal giallo al rosso. La maggior parte dei semafori in Italia sono tarati per una durata di 3, 4 o 5 secondi, corrispondenti al tempo necessario per fermarsi rispettivamente alle velocità di 50, 60 e 70 chilometri l'ora. Da oggi sarà legittimo, per i comuni, prendere come riferimento la velocità di 50 chilometri l'ora e tarare, di conseguenza, il giallo dei semafori a 3 secondi.

Giallo a 3 secondi: i pericoli per la sicurezza stradale

La sentenza della Cassazione presta il fianco alle proteste degli automobilisti, che non tarderanno a farsi sentire, innanzitutto dal punto di vista della sicurezza. Infatti, se è vero, come dimostra uno studio del Cnr, che a 50 chilometri l'ora 3 secondi sono sufficienti ad arrestare un automobile, i secondi diventano 4 nel caso di automezzi pesanti come autocarri, autobus e autotreni che costituiscono, su molte strade, la parte preponderante del traffico.

Con il giallo a 3 secondi, si prospettano quindi situazioni in cui i veicoli pesanti si troveranno in condizione di non potersi fermare entro i punti stabiliti per l'arresto, come stabilisce lo stesso Codice della strada, e tenderanno ad accelerare per oltrepassare il semaforo prima che scatti il rosso.

Una situazione estremamente pericolosa per la sicurezza stradale.

Semaforo giallo diventa a 3 secondi: pioggia di multe in arrivo

Per comprendere la portata della riduzione del giallo a 3 secondi, basti pensare all'esperienza di Chicago, dove la riduzione del giallo da 3 a 2,9 secondi ha fruttato 8 milioni di dollari di multe in più per il comune. Considerando che a Chicago le multe sono di 100 dollari e in Italia vanno da 162 a 216 euro (oltre ad una decurtazione di 6 punti sulla patente), è facile ipotizzare un salasso di centinaia di milioni di euro per le tasche degli automobilisti italiani. Il sospetto è che, al di là delle giuste sanzioni per chi infrange le regole, la rivoluzione in arrivo si trasformi in un regalo alle amministrazioni comunali, che utilizzeranno la pioggia di multe in arrivo per fare cassa.

E pensare che dal 2010 esiste una legge secondo la quale i comuni devono utilizzare gli incassi delle multe a iniziative per la sicurezza stradale, ma in assenza di decreti attuativi, i comuni possono continuare ad utilizzare i proventi delle multe, cresciuti del 987% negli ultimi 5 anni, per qualsiasi altra spesa.