Anche in Italia si comincia a pensare alla possibilità di chiedere un rimborso danni da parte dei possessori di autovetture Volkswagen che montano centraline truccate per mascherare le emissioni oltre i limiti di legge. Mentre continua a crescere di giorno in giorno lo scandalo delle emissioni truccate sui motori diesel della Volkswagen, appare sempre più evidente che le vere proporzioni del danno subito dalla casa tedesca si avranno, probabilmente, quando sarà chiaro il quadro delle ‘class action’ che si sta delineando in tutto il mondo.
A partire dagli Stati Uniti, dove lo scandalo dei motori diesel truccati ha avuto inizio, le associazioni dei consumatori di ogni latitudine stanno affilando le armi per la richieste di rimborsoche, presumibilmente, pioveranno sulla Volkswagen se non si porrà al più presto rimedio con la sostituzione delle centraline truccate su 11 milioni di autovetture.
Volkswagen: si preparano ‘class action’ in tutto il mondo
La prima iniziativa per una richiesta di risarcimento è partita da un fondo pensione del Michigan a tutela dei propri investitori che ritengono di aver pagato a prezzi gonfiati l’acquisto di azioni della Volkswagen. Una mossa che potrebbe essere presto seguita da associazioni di concessionari e di consumatori americani, solitamente pronte ad iniziative legali in quella che è la patria delle ‘class action’.
In Europa, si annunciano denunce in Spagna e in Olanda, mentre nella stessa Germania, il governo sta studiando la possibilità di introdurre misure ‘ad hoc’ a tutela del consumatore che, al momento, non sono previste dalla legislazione tedesca.
Diesel truccati: Codacons e Altroconsumo pronte alla richiesta di risarcimento. Come aderire
Anche in Italia, le principali associazioni dei consumatori stanno pensando di mettere in campo azioni legali nei confronti della Volkswagen per ottenere rimborsi e risarcimenti per i possessori del milione di auto con la centralina delle emissioni truccata che si stima circolino in Italia.
A fronte di una posizione attendista di Adusbef e Federconsumatori, che intendono concordare con le altre associazioni europee un’iniziativa comune per avanzare una richiesta di risarcimento a livello comunitario, Codacons e Altroconsumo hanno già mosso i primi passi per il lancio della ‘class action’ italiana. Ecco il dettaglio e come aderire alla richiesta di risarcimento che sta per partire dall’Italia:
- Codacons. L’associazione dei consumatori, dopo aver annunciato la presentazione di una diffida per chiedere il blocco immediato delle vendite di tutti i modelli diesel Volkswagen in Italia, sta preparando l’atto di citazione contro la casa di Wolfsburg, forte delle oltre 12mila pre-adesioni raccolte. La richiesta di risarcimento di Codacons interesserà non solo i possessori di auto Volkswagen, ma anche tutti i cittadini, danneggiati dall’eccesso di emissioni inquinanti dei diesel truccati.
- Altroconsumo. Anche Altroconsumo ha deciso di muoversi sulla stessa linea del Codacons, iniziando col diffidare Volkwsagen affinché predisponga adeguati risarcimenti per i possessori dei modelli interessati dallo scandalo, in caso contrario è pronta a partire una ‘class action’ a difesa dei consumatori.
Sia nel caso di Codacons che di Altroconsumo, i cittadini che volessero aderire alla richiesta di risarcimento in preparazione, possono collegarsi ai siti delle due associazione a compilare le apposite schede predisposte per essere tenuti informati sull’avanzamento delle iniziative in corso.