Le risposte artigianali al maxi progetto Yard Built di Yamaha – vedi Bunker Mentality– non tardano ad arrivare dalla bella Francia. Inizialmente sviluppata per raggiungere le mille unità stradali, così da permettere alla BMW di competere nel Campionato Mondiale Superbike 2009, la BMW S1000RR fu poi prodotta per rispondere alle molte prenotazioni arrivate dai motociclisti di tutto il mondo alla casa bavarese. In grado di erogare quasi 200 cv a 13.000 giri/min e con un peso di 208 kg scarsi – 183 a secco – presenta numeri di tutto rispetto nel mondo delle hyper-sport. Così, quando i fratelli dell’officina PRAËM hanno deciso di reinventarne una, hanno saputo sfruttare il know-how del co-fondatore dello stesso garage, Sylvain Bergeron, un veterano del dipartimento disegno della BMW Motorrad e collaboratore nel ristretto gruppo che ha sviluppato la S1000RR.

La rivoluzione giapponese

E mentre Valentino Rossi e colleghi battagliano nella MotoGP, un solo ordine pervadeva l’officina francese: Rimuovere tutto! Tutto o quasi. Luci, serbatoio, sellino, codone e tutto quanto fosse legato all’elettronica. Niente modifiche alle sospensioni anteriori e posteriori, in modo da evitare problemi di carattere legale per la messa su strada del prototipo. Come appare subito a uno sguardo fugace, l’ispirazione stilistica proviene dritta, dritta dal Giappone, dalla 8 ore endurance di Suzuka. Un nuovo monofaro sfalsato a destra – tipico di quegli anni – è stato sviluppato in casa PRAËM, dove non si sono dimenticati anche la croce di nastro adesivo per non far finire in pista i vetri in caso di urto.

A mano e in replica

Il serbatoio della benzina è stato ricostruito a mano e adattato al sistema di immissione carburante tipico delle gare. Sellino e codone sono stati anch’essi fabbricati a mano e fanno da cornice al rabbioso scarico Akrapovič monolaterale. Le gomme sono Rotobox in carbonio – con un risparmio di ben 5 kg – e l’impianto frenante è Sicom in ceramica.

Alla PRAËM non hanno problem a farne delle copie, a patto che la S1000RR donatrice sia fatta recapitare nella loro officina.

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