In occasione dell'assemblea annuale dell'Unem, il presidente Gianni Murano ha evidenziato come le automobili alimentate a benzina o gasolio mantengano una maggiore competitività rispetto ai veicoli elettrici, nonostante le attuali fluttuazioni dei prezzi dei carburanti. Murano ha specificato che, con un rifornimento di 100 euro, è possibile percorrere un numero di chilometri superiore, stimato tra il 30 e il 40% in più, rispetto a quanto consentito da un'auto elettrica con la stessa spesa. Questa analisi si basa su un confronto diretto e approfondito dei costi di percorrenza tra le diverse tipologie di alimentazione disponibili sul mercato.
Il vantaggio chilometrico e la rete di distribuzione
Il vantaggio chilometrico delle vetture tradizionali è stato un punto centrale della relazione del presidente Unem. A ciò si aggiunge l'importanza strategica della rete di distribuzione dei carburanti in Italia, descritta come un'infrastruttura capillare e ampiamente diffusa su tutto il territorio nazionale. Questa capillarità è fondamentale per garantire la continuità del servizio in ogni condizione operativa, supportando le esigenze di mobilità degli automobilisti. L'infrastruttura, inoltre, ha dimostrato una notevole capacità di evoluzione, integrando progressivamente nuove soluzioni tecnologiche e logistiche per accompagnare efficacemente la transizione energetica del Paese, pur mantenendo la sua funzione primaria.
Prezzi dei carburanti e l'impatto delle accise
La discussione sulla convenienza delle auto a benzina e gasolio si inserisce nel più ampio scenario delle politiche fiscali sui carburanti. Il governo ha recentemente prorogato il taglio delle accise sui carburanti, estendendo la misura fino al 3 luglio 2026. Tuttavia, lo sconto sul gasolio è stato ulteriormente ridotto a 5 centesimi al litro, che si traduce in un risparmio effettivo di circa 6,1 centesimi al litro considerando anche la riduzione dell'Iva. La stessa riduzione è stata applicata anche alla benzina. Nonostante queste variazioni, i prezzi dei carburanti hanno mostrato un calo: il diesel si attesta a una media di 1,980 euro al litro, mentre la benzina si posiziona a 1,921 euro al litro.
Per compensare la minore entrata fiscale derivante da questi sconti, lo Stato utilizzerà circa 149,4 milioni di euro, fondi provenienti dal maggior gettito Iva registrato nel periodo tra il 1° e il 31 maggio 2026.
Le associazioni dei consumatori hanno espresso forti critiche in merito alla riduzione dello sconto sulle accise, evidenziando un potenziale aumento dei costi per gli automobilisti rispetto alle precedenti disposizioni. Ciononostante, la presenza di una robusta rete di distribuzione e le attuali dinamiche dei prezzi dei carburanti continuano a giocare un ruolo determinante nell'influenzare la competitività delle diverse opzioni di mobilità disponibili sul mercato italiano, mantenendo le auto tradizionali come una scelta economicamente vantaggiosa per molti.