Per celebrare l’abolizione della pena di morte anche in Connetticut, si è tenuta ai piedi del Colosseo, illuminato ad hoc per l’occasione, una manifestazione pacifista organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio che vuole celebrare la scelta di alcuni Paesi di abolire la pena capitale ma, soprattutto, richiamare l’attenzione sul fatto che la pena di morte esiste ancora.
La pena capitale esiste ancora oggi in molti, forse troppi Stati, e viene applicata su reati di lieve entità a seguito di processi poco equi e regolari, come ci è capitato di assistere spesso in Iran negli anni passati o negli Usa dove l’imputato perde ogni speranza di sopravvivenza anche per un ritardo di un legale nella presentazione di elementi a discarico.
Alla luce di certi eventi la giustizia di certi Paesi ci sembra attuare tale principio etico-giuridico come fosse lo strumento con cui un giardiniere stirpa le erbacce nel suo giardino. Si può punire un disturbo della quiete pubblica con la pena di morte? O un falso in bilancio? Chi è lo Stato per decidere chi deve vivere o morire? E cosa ci insegna lo Stato in questo modo? La legge del taglione non ha mai insegnato nulla se non la diffidenza, la rabbia, la paura e la svalutazione della capacità dell’uomo di evolvere, di cambiare, di redimersi.
Chi vive nel braccio della morte vive 23 ore su 24 in isolamento nella sua cella senza diritto ad attività ricreative, a funzioni religiose. Non ci sono possibilità per questi detenuti di dimostrare al mondo che si può cambiare che, se correttamente seguiti, capiti e aiutati, anche loro possono avere un ruolo “buono” nel mondo, che anche loro hanno diritto a vivere, o meglio, a rivivere dopo avere preso piena coscienza delle proprie colpe.
Che senso può avere essere tenuti in una cella a fare il countdown dei giorni che ti mancano alla morte? Non è forse questa punizione più atroce della morte?
Il carcere deve avere un compito riabilitativo, deve avere rispetto della vita umana, della dignità di un uomo, altrimenti non costituisce nulla di diverso dai campi di sterminio. Spegnere a poco a poco un uomo prima di infliggergli il colpo di grazia non ha nulla di costituzionale, né di umano. La pena di morte è solo un omicidio.