Nella nostra percezione si è espansa la propensione a sfiduciare ogni ambito politico, ogni azione di riequilibrio, travolgendo e omologando qualsiasi impegno con appellativi minimalisti e metodi spicci. Tutti contro per non ricercare collaborazione civica, partecipazione consapevole e solidale e tralasciare l’azione lucida che parta da cosa sta avvenendo per indirizzarsi a ciò che verrà.
Gli eventi ci cambiano e ci modificano culturalmente, non ci coordiniamo con il fine di gestire la transizione che va creando delle opportunità e ispira a rifondare un pensare e agire definito “mucillaginoso”.
Il Paese tarda nel dotarsi di una visione di futuro capace di anticipare il domani e preferisce non liberare il presente dalla sua connotazione di “già visto” invece di proporsi come utile slancio civile che superi i molti momenti di fissità, di posticipazione dei problemi, di sola indignazione tanto per esserci.
Il nostro Paese è nel dubbio. Vi è il dubbio di fare e la certezza di rinviare. Le decisioni blande sono le uniche che hanno un passo deciso nei proclami politici e ciò rende una brutta piega in questa pur elegante Italia. E’ un governare sulle copertine dei giornali, con l’immagine in TV e con un fare contrario al detto. La verità e l’onestà sono promesse mantenute. L’abilità è complicare ciò che è semplice e semplificare ciò che è complesso, con l’intento di confondere e trattenere il cittadino nell’ignoranza: c’è bisogno, invece, di partecipazione attiva.
Soffriamo la crisi in atto e nessuno è responsabile mentre è alto il debito pubblico morale accumulato con scelte errate.
Riconoscere i fatti e trovare soluzioni sono il primo utile passo per agire nel modo giusto e impegnato. L’impegno volenteroso e operoso riscopre l’unità nazionale e la partecipazione sociale. In un processo di comunicazione efficace è facile intuire che se si desidera essere ascoltati è necessario costruire fiducia e affidabilità, non è pensabile chiedere se prima non si è dato. Comunicare con l’obiettivo di informare persone libere, prendere decisioni durature nel tempo che abbiano una prospettiva ampia di strategia di miglioramento, prediligere alte prestazioni che permettano una congruenza di visione di sé e della comunità.
Ciascuno di noi è portatore di abitudini che possono essere riconvertite per ottenere risultati migliori e più utili di quanto fino a qui mostrato. Nonviolenza e coraggio, capacità di amore e di donare la “non morte”, bene e giustizia, libertà, perdono, sobrietà, forza della verità e “resistenza attiva” alle decisioni violente, sono forme dell’agire consapevole.
La Politica ha uno spazio privilegiato per costruire il bene comune, per comunicare valori e tenere in giusta considerazione equità e sostenibilità. La Politica ha il dovere democratico di riconoscere e risolvere i problemi della comunità, trovare utili risposte etiche, culturali e sociali, armonizzando lavoro e vita familiare. L’agire politico non è solo ed esclusivamente organizzare elezioni e comizi elettorali o parlare di fatti interpretati alla luce delle “convenienze di partito”, possiamo pensare e speriamo in forme di partecipazione che aprano ii panorama informativo e permettano di scoprire “l’oceano blu” della partecipazione politica.