L'Italia è un Paese straordinario! La nostra Costituzione è forse il documento più alto, più lungimirante, più completo che un popolo, attraverso i suoi rappresentanti, sia stato in grado di produrre nel corso della storia più recente; ce la invidiano in molti, negli altri Paesi, probabilmente perché la conoscono meglio di quanto non la conosciamo noi. L'art. 3 sancisce che "tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali."
Nella realtà, nella quotidianità delle nostre vite individuali e della vita del nostro Paese, che è non solo l'insieme delle prime, ma anche un'altra vita, una vita che talvolta ci rappresenta, talvolta invece ci fa sentire distanti e diversi, insomma in questa complessa moltitudine di esistenze, non mancano esempi di violazione impunita dei diritti garantiti dall'articolo costituzionale sopra citato.
Violenza sulle donne da parte degli uomini che sostengono di amarle, violenza sui bambini da parte di coloro che dovrebbero tutelarli (genitori, parenti, insegnanti), violenza sugli anziani da parte di truffatori senza scrupoli e rispetto e quant'altro di più basso, meschino e triste l'animo umano possa coltivare in sè.
Pur tuttavia, ad oggi, dopo più di mezzo secolo dalla nascita della nostra Costituzione, dobbiamo amaramente constatare che i nostri rappresentanti sono portatori di una sottocultura di certo meno appariscente nelle sue manifestazioni, più “moderata” nei modi di esprimersi e forse proprio per questo così odiosamente ipocrita.
Non basterà che cambi, se veramente cambierà, il quadro politico, i partiti, il governo; purtroppo questo è l’humus nel quale molte famiglie italiane crescono i propri figli e vivono la loro vita, alimentandolo continuamente.
La speranza è che la pressione degli altri Stati europei e americani, così come ha condizionato la nostra economia, possa positivamente influenzare il nostro modo di pensare i diritti delle persone “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”