E’ stato pubblicato il rapporto 2012 sull’utilizzo di Twitter nelle amministrazioni pubbliche, redatto con la collaborazione del Nexa Center for Internet & Society del Politecnico di Torino, e non si può non notare che sono oltre 500 mln gli utenti registrati sulla piattaforma di microblog, 170 mln attivi ad agosto di quest’anno e una media di 1 ml. di nuovi account aperti al secondo nel mondo. Nel nostro Paese ci sono circa 160 mila nuove iscrizioni al mese e un accesso più intensivo da mobile.

Colpisce la poca diffusione di Twitter da parte della PA con i suoi 291 profili iscritti, dove gli account di Comuni sono l’81,1% del totale, le Province il 12,7%, le Regioni il 7% e chiudono i Ministeri con il 2,8%.

Con maggior dettaglio si scopre che le Regioni iscritte su Twitter sono 9 su 20 (45% del totale), tra le Province solo il 36% sono iscritte, i Ministeri che hanno un account sono l’8,6% e si scende tra i Comuni con il 2,9%. Nel 2012 sono stati attivati su Twitter nella pubblica amministrazione 91 profili e il Comune di Torino è il più seguito con più di 50 mila follower. Twitter è più diffuso nell’Italia settentrionale, le regioni più attive sono Toscana e Lombardia e al sud la Sardegna si distingue con venti antenne. Le aree metropolitane più cinguettanti sono Torino, Bari, Milano, Firenze.

Nel rapporto “TwitterPA 2012” si legge che crescono i profili finti (fake) spesso virtualmente indistinguibili da quelli veri e nel 46% dei casi le informazioni intorno agli account “chiariscono appena la paternità pubblica del profilo”.

Riguardo alla gestione operativa degli account si ha la cosiddetta “balcanizzazione della gestione social” per esprimere un’eterogeneità diffusa per la gestione della piattaforma Twitter da parte della PA (Uffici Stampa e Comunicazione, Redazioni web, Reti Civiche, URP, agenzie esterne, segreterie, Ufficio Sistemi Informativi, altri dipendenti). Il grado medio di competenza delle PA è limitato. Nel 40,5% vi è un uso di Twitter come appendice, ossia aggiornato con la semplice importazione automatica dei contenuti da altre piattaforme e quindi senza filtraggio e personalizzazione efficace adatta allo strumento internet in questione. Molte amministrazioni non valorizzano alcuna delle funzionalità di dialogo e condivisione offerte da Twitter (49,8% usato solo come canale broadcast) e oltre la metà delle PA non garantisce continuità nel tempo su Twitter aggiornando i contenuti saltuariamente e per nulla e ponendosi, di fatto, nella rubrica di account dormienti.

Per quanto attiene all’uso specifico di Twitter dalle PA prevale la segnalazione di eventi, informazioni di pubblica utilità e pubblicazioni di documenti ufficiali. La diffusione d’immagini e video è praticata dal 43% delle amministrazioni e si riscontra un iniziale uso più innovativo con l’uso della bacheca per attività, le dirette twitter di Consigli e Assemblee e web TG.

In buona sintesi, rispetto alle potenzialità dello strumento Twitter, dal forte e potente valore comunicativo nel mondo “social”, l’uso da parte delle amministrazioni pubbliche è ancora lento, poco personalizzato nei contenuti rispetto all’immediatezza e velocità tipica della piattaforma di microblog molto usata dalla gente e non è stato ancora compiuto il passo decisivo per rilanciare il dialogo tra cittadini e PA “cinguettando” meglio.